LE INCISIONI DI ALESSANDRA RAMERI ALLA PROART

 

Un tuffo in una Napoli antica, cupa e dolente, nei vicoli marci dei Quartieri Spagnoli, in cui si consumano storie di violenza e di passione, di indigenza e di emarginazione. Quella Napoli cruda e verace di Matilde Serao, Raffaele Viviani, Vincenzo Migliaro rivive, con accenti di assoluto lirismo, nelle pregevoli incisioni di Alessandra Rameri, in mostra fino al 19 febbraio presso l’associazione ProArt di Napoli. La giovane artista partenopea, allieva di Aniello Scotto, ci conduce per mano nel “ventre” di Napoli, dove la vita pulsa frenetica tra le vie gremite, le botteghe e i bassi, appena illuminati da un filo di luce che si insinua tra intonaci carenti e mattoni di tufo. L’occhio penetra nella fitta trama dei segni, incisi a bulino sulla lastra di rame, per addentrarsi nelle viscere della città e quasi ci sembra di sentire quelle voci, quei suoni, quegli odori che a Napoli sono più intensi che altrove. Con disincantato realismo, l’artista ritrae il moto incessante della strada, l’oppressione claustrofobica dei vicoli, la frenetica attività del popolo che non si lascia vincere dal degrado. Le figure sono riprese di spalle, quasi a voler occultare l’espressione dei volti e porre l’accento sul lavoro, la gestualità, l’incedere svelto e nervoso di chi vive alla giornata. Nel fascino poetico dei luoghi, che resiste al degrado e all’abbandono, scorre la nostalgia del tempo che tutto travolge.

Attraverso la tecnica dell’incisione, Alessandra Rameri conferisce al moderno una patina di antico e rende duratura la memoria delle immagini, frammenti di archeologia viva che vanno a collocarsi in una dimensione astratta e atemporale.

 

Marco di Mauro