L’INQUIETUDINE DI SCENA ALLA GALLERIA SCOGNAMIGLIO

 

S’intitola “Composizione Naturalmente Morta” la personale di Alfonso Cannavacciuolo allestita sino al 28 settembre presso la galleria Mimmo Scognamiglio di Napoli. L’artista puteolano ricostruisce con morbide pennellate il suo album di famiglia, rielaborando pittoricamente le fotografie scovate nei cassetti, che ritraggono i parenti in occasione di un pranzo, di una visita, di una gita al mare. I personaggi rivelano, con disincantato realismo, la propria estraneità al gruppo familiare forzatamente riunito, ovvero la condizione di incomunicabilità alla quale sono condannati. Sono attori drammatici in recita solitaria, costretti a posare col sorriso sulle labbra per simulare una presunta quiete domestica, che sottende una rete di inquietudini e di tensioni emotive. Nell’opera di Cannavacciuolo sembra rivivere la “Famiglia Bellelli” di Edgar Degas, i cui personaggi sono prigionieri di legami fragili eppure necessari, all’interno di una società borghese e conformista che in fondo non è così diversa dall’attuale.

Con pennellate robuste e incisive, l’artista puteolano delinea atmosfere tese, vibranti, in cui le figure evadono dalla dimensione spazio-temporale e si dissipano nell’atmosfera. Lo sfondo si riduce ad un segno leggero, monocromo, che suggerisce la presenza di un’architettura o di una spiaggia assolata, immobile nel suo torpore metafisico. Le figure galleggiano in un vuoto che opprime, un vuoto non fisico ma esistenziale, un ascensore senza pareti che si è bloccato al piano terra. Cannavacciuolo ricostruisce le presenze che hanno segnato la sua vita, ma dissimula i dati sensibili nel processo creativo: i contorni si frantumano, le ombre scivolano dai corpi, i volti perdono i connotati per assumere l’aspetto di fugaci apparizioni. Così gli eventi particolari diventano universali, metafore di una condizione umana che si perpetua da secoli, perentoriamente.

Alfonso Cannavacciuolo, nato a Pozzuoli nel 1976 e residente a Napoli, ha esposto alle principali fiere di Torino, Bologna, Parigi e Roma. Si è segnalato al pubblico napoletano con la sua personale al cinema Modernissimo, nell’ambito della rassegna “Pezzi unici modernissimi”.

 

Marco di Mauro