“FRAGMENTA MEMORIAE” A FRATTAMAGGIORE

 

S’intitola “Fragmenta Memoriae” la personale di Alfonso Coppola allestita, sino al 17 ottobre, nella ex sede del Credito Italiano a Frattamaggiore. L’artista di Carinaro presenta una selezione di rilievi in terracotta policroma, segnati da crepe, fenditure, protuberanze, depressioni, un alfabeto di segni informali in cui si svolge l’iconografia dello spazio interiore. I rilievi di Coppola sono come le superfici di una roccia millenaria, in cui si leggono frammenti di ossa, steli, radici, fossilizzati dall’azione del tempo e degli agenti atmosferici. Allo stesso modo agisce la mente umana, che congela ogni ferita, ogni emozione, ogni attimo di vita vissuta su una superficie astratta, finché un evento occasionale non provvede a richiamarlo, a farcelo rivivere attraverso il ricordo.

Alfonso Coppola, incline alla riflessione autobiografica ed esistenziale, ha abbandonato la figurazione per indagare i recessi della mente, per dare forma ai propri sentimenti, pulsioni, fremiti, angosce. L’artista concepisce la sua opera come lo spazio di una proiezione psicologica, dove l’inconscio prende forma nelle superfici che si piegano o si tendono, nei segni che si diradano o si addensano, in una sorta di espressionismo della memoria.

Alfonso Coppola ha respinto la figura per esaltare la segreta spiritualità della materia, in un rapporto di reciproca immedesimazione tra se stesso e la sua opera. L’artista suggerisce uno sguardo oltre la materia, nell’affannosa ricerca del vero, dello spirito che fluttua sotto la superficie delle cose.

Un segno ricorrente nella sua opera è una fascia ondulata e frammentata, come la colonna dorsale di un rettile preistorico. Questa fascia, presente in “Good Vibration”, “Holiday” e “Blue Modulation”, assume il significato di una frattura che, idealmente, divide lo spazio della memoria in due fasi complementari: il prima e il dopo. L’occhio del fruitore è sollecitato ad entrare nell’opera, con un moto centripeto, e riconoscervi i momenti salienti della propria vita.

 

Marco di Mauro