RIVERBERI DEI CAMPI NELL’OPERA DI ANDREA MARTONE

 

Le “Vibrazioni” di Andrea Martone sono di scena al centro culturale “Il Ramo d’Oro” sino al 20 febbraio. L’artista di Capodrise, fiero delle sue origini contadine, presenta una selezione di sculture e dipinti della sua ultima produzione.

La scultura di Andrea Martone è materia viva, che vibra e palpita nelle curvature sfuggenti del cemento, del bronzo o del gesso ceramico. I movimenti fluidi, avvolgenti delle masse suggeriscono pulsioni inconsce, sviscerate da tematiche di sapore contadino e ancestrale. La scultura accoglie, nella sua rudezza, i riverberi dell’ambiente agreste in cui l’artista vive ed opera: le morbide volute che fasciano i volumi rievocano i campi arati, le zolle di terra, le pietre porose della campagna casertana. Talvolta, dopo una prolungata esposizione alle intemperie, le sculture sono aggredite dal muschio, dall’umidità e persino dalle chiocciole, che diventano parte integrante dell’opera. Sembra che l’artista voglia saldare il tradizionale binomio arte-vita calando l’opera nell’ambiente rurale in cui è stata concepita, finché la materia non viene assimilata dalla natura in un graduale processo di mimesi. La scultura di Martone emerge per sottrazioni successive da un volume iniziale, ed è scandita dalla disposizione ritmica e modulare dei piani ondulati. Una veemente tensione drammatica percuote la materia e si traduce nelle profonde incisioni, negli scatti repentini, nelle violente fratture che solcano le superfici: un paesaggio interiore che evoca e sublima il paesaggio agreste.

Le medesime linee spezzate, i medesimi scatti repentini si registrano nelle opere pittoriche del maestro, che rivela una sensibilità lirica ed un pregevole senso della composizione e degli accostamenti. Anche nella pittura si leggono i riverberi dell’ambiente agreste: i colori fluidi, stesi con mano leggera e veloce, sembrano alludere ai riflessi della luce sui corsi d’acqua, ai petali dei fiori agitati dal vento, agli stormi di uccelli in volo. Rimandi puramente ideali, espressi in immagini liriche che hanno perso ogni residuo di figurazione. Nella gestualità del segno, che assume una forma plastica e dinamica, Martone esprime con sincera immediatezza le proprie tensioni.

 

Marco di Mauro