LA SCULTURA CINETICA DI ANNA POZZUOLI

 

L’essenza dell’opera di Anna Pozzuoli è nella sua energia cinetica: le sue sculture ed istallazioni, composte essenzialmente di cavi di ferro, vibrano e mutano nello spazio, animate dal soffio dell’aria e dalla forza di gravità. L’artista è consapevole che arrestare il movimento significa abolire la dimensione temporale, estirpare l’anima, allontanarsi dalla realtà, che è dinamica e in continuo divenire. Una concezione dell’opera che risale ai mobiles di Alexander Calder, primi esperimenti di arte cinetica: “L’important – asseriva il maestro americano – c’est que le mobile attrape le vent. Un mobile, c’est comme un employé de la fourrière. C’est un employé de la fourrière pour le vent.”

Anna Pozzuoli tende ad esplicitare, con un codice linguistico essenziale e moderno, sfere di sentimenti che affiorano dal suo inconscio. L’assenza di volume, conseguita attraverso un uso sapiente del metallo e della luce, esprime la volontà di emanciparsi dalla materia per liberare lo spirito, nella sua eterea purezza.

Cifra estetica di Anna Pozzuoli è la spirale, metafora del ripetersi ciclico della vita, lungo un percorso lineare o tortuoso, crescente o decrescente, che idealmente si estende all’infinito. La spirale evoca l’assoluto e al contempo è un segno mistico, arcaico, che richiama i tatuaggi delle culture polinesiane e precolombiane.

Una sensibilità ludica, unita al naturale istinto materno, induce l’artista a concepire le sue istallazioni in funzione di un pubblico infantile. Anna Pozzuoli è affascinata dall’idea di montare le sue spirali in un giardino pubblico, dove i bambini possano entrarvi, giocarvi, interagire con le spire di ferro e le girandole azionate dal vento.

 

Marco di Mauro