AL CASTEL DELL’OVO LE ISTALLAZIONI DI ANNA SARGENTI

 

E’ stata presentata, nel magico scenario delle prigioni di Castel dell’Ovo, “Bianco è Anima”, personale dell’artista Anna Maria Sargenti, napoletana per vocazione da venticinque anni. La mostra si compone di poche, suggestive istallazioni, accomunate dal tema della pace, che si esprime attraverso velature bianche che ricoprono schegge di umanità, immagini strappate, frammenti di vita che sfumano e si dileguano nel nulla. Gran parte dello spazio espositivo è occupata da una coinvolgente istallazione ispirata al mito del Minotauro. Frammenti delle vesti di Arianna, del pugnale di Teseo, sono imbrigliati in una rete intricata, mediante una personale reinterpretazione del mito che si proietta nella contemporaneità ed acquista così una dimensione attuale. Come osserva il critico d’arte Angelo Trimarco, “Anna Maria Sargenti ha usato un sottile, ma resistente filo di ferro che, nel configurare lo spazio del labirinto, ci avverte, al tempo stesso, di come il labirinto è anche il luogo dell’opera in quanto latitudine e messa in opera di linguaggio.”

“Nelle opere in mostra ho voluto esprimere una volontà di pace. – spiega l’artista – Ho rappresentato i relitti, le macerie, i frammenti di un passato che non c’è più, travolto dal turbine della guerra. Su tutto domina il bianco, ovvero il colore dell’anima, il nulla che sta prima del principio, prima della nascita. Anche il filo di ferro in cui sono avvolte le figure di Teseo, Arianna e il Minotauro ha un significato che va oltre la sua consistenza: è la prigione entro la quale l’uomo, ogni uomo, si trova ad agire, condizionato dal fluttuare delle passioni.”

All’inaugurazione della mostra, che avrà un seguito nella galleria d’arte “Viviana Grandi” di Bruxelles, sono intervenuti il sindaco Rosa Russo Iervolino e gli assessori alla Cultura del Comune e della Regione, rispettivamente Rachele Furfaro e Teresa Armato. “E’ entusiamante – rileva l’assessore Furfaro – quanto il progetto di Anna Maria Sargenti riesca a stimolare un forte momento di scambio culturale tra Napoli e Bruxelles. L’artista riesce a sorprendere di volta in volta in spazi che, grazia all’innata delicatezza dei suoi interventi artistici, diventano godibili e condivisibili dai fruitori del momento.”

 

Marco di Mauro