ANNEÈ OLOFSSON APPRODA A NAPOLI

 

Il mistero non svelato di Anneè Olofsson è di scena alla galleria Changing Role di Napoli, che presenta dodici fotografie e due video dell’artista svedese. Nell’opera di Anneè Olofsson affiora una sensibilità nordica, che esclude le passioni e l’emotività dal proprio universo poetico. L’artista fotografa il suo teatro familiare per indagare i rapporti che hanno segnato il suo vissuto. Ritrae se stessa ed i propri genitori in pose severe e impassibili, con assoluto rigore formale, su uno sfondo cupo o abbacinante che, nella sua neutralità, produce un effetto straniante. I soggetti delle fotografie diventano al tempo stesso protagonisti reali e attori di una messa in scena che enfatizza le relazioni sociali e personali, lo scambio di ruoli e di identità. Nell’apparente convenzionalità dei ritratti, frontali o di profilo, si celano situazioni enigmatiche dai risvolti inquietanti. Un’atmosfera algida e rarefatta proietta i soggetti in una dimensione innaturale, una iperrealtà che sfugge alla nostra comprensione.

Le stesse tematiche ispirano i due video in esposizione. Il primo, dal titolo “Say hello then wish goodbay”, suggerisce una visione tragica della vita che si lega perentoriamente alla morte. L’artista esegue un calco sul suo viso, come una maschera mortuaria, e ne ricava un busto di ghiaccio che si scioglie lentamente, tra lunghe progressioni sonore. Quando il busto scompare, non lascia che un vuoto ricordo di sé, in una visione della vita rigorosamente laica e materialista.

La trama del secondo video, costruita con sapiente tecnica, avvolge il pubblico in un alone inquietante di sangue e di morte. Protagonista è ancora una volta l’artista, che recita episodi di morte cruenta, ispirati alla cronaca quotidiana, impersonando una ad una le vittime della violenza. Alla morte della protagonista non rimane che la notizia sui quotidiani, destinata a dissolversi come la carta stampata.

 

Marco di Mauro