IL LABIRINTO DELLA MEMORIA ALLA GALLERIA ARTIACO

 

L’inchiostro violaceo penetra e si espande nei petali bianchi dell’orchidea, attraverso i canali lesionati dalla penna di Anne e Patrick Poirier. I due artisti francesi, in mostra presso la galleria Alfonso Artiaco di Napoli fino al 24 gennaio, hanno inciso nel fiore le proprie angosce, trasferendo nel delicato tessuto vegetale le più segrete vibrazioni dell’essere. L’indagine prosegue nell’installazione al centro della galleria, composta da un recinto di specchi che riprende la forma ellittica del cervello e sollecita, attraverso parole evocative, uno sguardo centripeto nei luoghi dello spirito. Il recinto di specchi costituisce una rete di messaggi, come le mura dipinte della Città del Sole di Campanella, che convergono nello spazio centrale, metafora della memoria che riceve e metabolizza i segnali del mondo esterno. La solida struttura dell’installazione e la variabilità delle immagini riflesse, rimandano al concetto freudiano di stabile-instabile, all’equilibrio interiore che continuamente si rompe e si rigenera attraverso una complessa opera di ricostruzione. Il recinto di Anne e Patrick Poirier allude, altresì, al perpetuo lavoro della memoria che rimuove e rievoca, dimentica e custodisce, in una serrata dialettica che coinvolge le esperienze già depositate nella mente ed i nuovi segnali trasmessi dal mondo esterno.

La mostra prosegue con due minuscoli paesaggi, dal titolo “Pozzuoli”, sepolti nel fondo di due calotte craniche. L’opera testimonia il passaggio nella città flegrea degli artisti francesi, i quali hanno custodito nella propria mente il vivo ricordo di un luogo mitico, denso di misterioso fascino per la presenza di reperti millenari e sconvolgenti fenomeni naturali.

 

Marco di Mauro