ANTONIO BIASIUCCI IMMAGINA ATELLA

 

I reperti antichi, testimonianze degli esordi storici di una civiltà, possono raccogliere un potenziale evocativo e mitico in grado di ravvivare una comunità umana. Ne è consapevole Antonio Biasiucci, che racconta la storia millenaria di Atella in otto pregevoli scatti in bianconero, che ritraggono i reperti della mitica città, sepolta sotto i campi di Sant’Arpino. Il fotografo napoletano, che orienta la sua ricerca verso gli elementi primari dell’esistenza, tende all’astrazione dell’oggetto per suggerire ulteriori letture, per infondere nuova vita ai muti reperti dell’antichità. L’oggetto è trasposto in immagini classiche, pulite, tecnicamente perfette, una purezza formale che non polarizza l’occhio del fruitore, ma lo dirige verso la ricerca della storia, mediante l’interpretazione di forme e movimenti fino al trasporto nello spazio della memoria.

La mostra fotografica, esposta in permanenza nel Palazzo Ducale di Sant’Arpino, rientra nell’esteso calendario di “Underworld”, ideato dallo scrittore Giuseppe Montesano con il patrocinio del Comune di Sant’Arpino. Il progetto, che vede coinvolte autorevoli personalità della cultura e dell’arte, quali Eduardo Cicelyn e Domenico Bianchi, prevede la fondazione del parco archeologico di Atella e la sua promozione attraverso simposi, performance musicali e teatrali, istallazioni ed interventi d’arte contemporanea. Il connubio di arte ed archeologia ha già prodotto un risultato importante: l’agenda letteraria, stampata in duemila copie numerate, che riunisce le immagini del sito, le fotografie di Biasiucci, citazioni di autori antichi e moderni, e le opere di artisti contemporanei ispirate ad Atella. I giovani artisti Francesco Capasso, Pasquale Coppola, Teresa Dell’Aversana, Michele Guida, Domenico Napolitano e Rosanna Pezzella hanno saputo evocare la città sepolta con una sensibilità lirica ed una spiccata tensione immaginifica, cogliendo nei segni del passato una segreta spiritualità che trascende i secoli e si proietta nel presente.

Stupisce costatare che una iniziativa così pregevole e qualificante per l’intera provincia sia stata oggetto di sterili, quanto miopi attacchi politici da parte di alcuni sindaci aderenti all’Unione dei Comuni Atellani.

 

Marco di Mauro