LA MOSTRA DI ANTONIO FOMEZ PER IL DECENNALE DE “IL PILASTRO”

 

Dieci anni fa Gennaro Stanislao fondava la galleria “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, determinato a promuovere l’arte contemporanea in una città che lega il suo nome ad un glorioso passato. Oggi “Il Pilastro”, riconosciuto come una delle gallerie più qualificate della Terra di Lavoro, storicizza il suo decennale con la personale del maestro Antonio Fomez, a cura di Giorgio Agnisola, Marco di Mauro e Maurizio Vitiello. La mostra antologica, patrocinata dalla Provincia di Caserta, aspira a documentare il percorso di Antonio Fomez dal 1990 al 2003, attraverso sei sculture in bronzo e quindici pitture in tecnica mista. L’artista nativo di Portici, ma residente a Milano, è stato recensito da autorevoli critici e letterati, quali Gillo Dorfles, Edoardo Sanguineti, Luciano Caramel e Umberto Eco, che gli ha dedicato una brillante filastrocca.

Con acuto sarcasmo, spirito dissacratorio, inesauribile vena ironica (ed autoironica), Antonio Fomez prende di mira l’uomo contemporaneo, con i suoi vizi e le sue pose. L’artista opera come una livella, demolisce pulpiti e cattedre, demitizza ruoli e professioni, attraverso un linguaggio graffiante che nasce da una radice pop, ma non si sottrae a suggestioni metafisiche e simboliste. Le sue sculture si animano di una giocosa vitalità, sostenuta da un’eccitazione liberatoria, da uno slancio sovversivo, da una burlesca esaltazione della vita e dei piaceri della carne. Sarebbe riduttivo, tuttavia, circoscrivere l’opera di Antonio Fomez nell’ambito della satira, per quanto acuta e pungente. Nell’ultimo ciclo di opere, dal titolo “Fino all’ultimo bambino”, l’artista esprime la sua inquietudine, la sua tensione, il suo turbamento per una società che regredisce invece di avanzare. Infanzia negata, maternità violata, spregio della vita e degli affetti, sacrificati in nome della guerra: questi i temi sviluppati nelle ultime opere di Fomez, che significativamente ha scelto il retro della tela come spazio pittorico.

La mostra, corredata di catalogo a colori, sarà visitabile sino a domenica 29 febbraio.

 

M. di M.