ARTE CONTEMPORANEA IN COSTIERA

 

I profumi e le essenze della gastronomia sorrentina incontrano l’arte contemporanea, in un ciclo di eventi che si snoda da giugno ad ottobre 2005. Avviene nei ristoranti “La Grillerie”, “La Tavernetta”, “La Conca”, “Acquapazza” e “Silenzio Cantatore”, che accolgono a rotazione le mostre di: Lello Bavenni, Pippo Caliri, Ciro Ruggiero, Valentino Ruggiero e Salvatore Starace.

Lello Bavenni trasfigura il paesaggio, che tende all’astrazione per assenza di volume e profondità, ma acquista qualità mentali come il silenzio e la risonanza. Fattore unificante della pittura di Bavenni è il colore, che nelle sue modulazioni ora tonali ora timbriche, ma sempre musicali, salda gli elementi di una forma altrimenti dispersa. La composizione è determinata proprio dalla materia cromatica, che prevale sul segno e diventa protagonista della rappresentazione. Pippo Caliri vuole fissare i segni, i colori, la luce della sua terra in una pittura solare d’ispirazione naif. La rappresentazione naturalistica dei volti o del paesaggio esula dai suoi interessi, tesi ad esaltare la magia della costiera. La netta definizione delle campiture di colore evoca la nobile tradizione della tarsia sorrentina. Ciro Ruggiero coniuga l’arte contemporanea e il linguaggio della tradizione in una pittura ludica, frizzante, dai toni popolareschi. Con una giocosa vitalità ed una burlesca esaltazione dei piaceri della vita, l’artista sovverte temi biblici o mitologici ed esalta la funzione del cambiamento di registro. Tutto si svolge senza concettualismi e si concretizza con la serenità ludica di chi vuole assistere ad uno spettacolo teatrale. Valentino Ruggiero vuole ribadire che nulla è privo di significato: ogni cosa è provvista di un senso profondo, che l’artista è in grado di cogliere e tramutare in opera d’arte. Animato da una fervida fantasia, Valentino rigenera ferri usati e radici d’albero per infondere i propri umori nella materia amorfa: la sua ricerca non aspira a conoscere la natura fisica delle cose, bensì a coglierne lo spirito. Salvatore Starace assume come punto di vista il ponte di Seiano, di cui variamente riproduce un modulo della ringhiera. Questo segno assume una duplice valenza: da un lato, in quanto ringhiera, indica separazione e rifugio nella propria terra; e dall’altro, in quanto ponte, suggerisce una volontà di estendere i propri orizzonti. Starace associa al modulo della ringhiera dei ritagli di giornale, privati del contesto originale e ri-significati in una nuova compagine, che rappresenta una sintesi del mondo esterno.

 

Marco di Mauro