“IL PILASTRO” PRESENTA ANNA POZZUOLI E PASQUALE SORRENTINO

 

Continua con successo, presso il centro culturale “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, la rassegna d’arte contemporanea “B-fronte”, volta a promuovere la giovane arte campana. Sino al prossimo venerdì, sono in mostra le opere di Anna Pozzuoli e Pasquale Sorrentino, accomunati dall’impiego di simboli per esprimere intime pulsioni o valenze universali.

L’essenza dell’opera di Anna Pozzuoli è nella sua energia cinetica: le sue sculture ed istallazioni, composte essenzialmente di cavi di ferro, vibrano e mutano nello spazio, animate dal soffio dell’aria e dalla forza di gravità. L’artista è consapevole che arrestare il movimento significa abolire la dimensione temporale, estirpare l’anima, allontanarsi dalla realtà, che è dinamica e in continuo divenire. Una concezione dell’opera che risale ai mobiles di Alexander Calder, primi esperimenti di arte cinetica: “L’important – asseriva il maestro americano – c’est que le mobile attrape le vent. Un mobile, c’est comme un employé de la fourrière. C’est un employé de la fourrière pour le vent.”

Anna Pozzuoli tende ad esplicitare, con un codice linguistico essenziale e moderno, sfere di sentimenti che affiorano dal suo inconscio. L’assenza di volume, conseguita attraverso un uso sapiente del metallo e della luce, esprime la volontà di emanciparsi dalla materia per liberare lo spirito, nella sua eterea purezza.

Pasquale Sorrentino applica le figure lignee sulla tela dipinta e sperimenta la fusione di pittura e scultura. L’impasto cromatico, denso e materico, acquista un tono scultoreo che rimanda idealmente alle metope classiche. La lucidità delle superfici, che nasce dall’impasto di colle viniliche e colori acrilici, denuncia le trascorse esperienze di Sorrentino nei laboratori di ceramica. Le immagini che l’artista cerca di fissare sulla tela nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio, sono larve umane che non riescono a liberare la propria spiritualità, ad esprimere le intime pulsioni che implodono all’interno dei corpi. L’irriducibile opposizione fra la tensione dello spirito e la prigione del corpo si esprime con estrema sintesi in “La sofferenza dell’ultimo Renoir”, scultura icastica e straziante che si contorce entro la cornice libera. Altra opera emblematica di Pasquale Sorrentino è “MC2”, che rappresenta la liberazione dell’energia vitale, oltre i vincoli imposti dalla materia.

 

Marco di Mauro