I RECESSI DELLA MENTE SONO DI SCENA A “IL PILASTRO”

 

Procede con successo, al centro culturale “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, la rassegna d’arte contemporanea “B-fronte”, volta a promuovere la giovane arte campana. Sino al prossimo venerdì, sono in mostra le opere di Paola Cordischi e Rosanna Pezzella, accomunate dalla volontà di degradare la rete di segni di cui si serve la civiltà moderna, per svelare gli archetipi su cui si regge e per indagare i recessi della mente.

Rosanna Pezzella compone le sue opere con lastre e schegge di ardesia, tenute insieme da fili di juta o di lino. La lastra superiore è aperta da una crepa, una ferita lacerante che i deboli fili di sutura non possono rimarginare. Attraverso la crepa emerge un’ulteriore lastra di ardesia, una realtà parallela e più intima che l’artista vuole indagare, per capire se stessa e le proprie angosce. Il graffito, lo scabro, il levigato, l’opaco sono le pieghe dell’anima, che sfuggono ai nostri sensi, ma affiorano attraverso i moti interiori. I fili tendono a ricomporre, con estremo sforzo, i frammenti di una realtà sconvolta, le schegge sottili e taglienti che l’uomo produce con la sua devastante attività. Con femminile sensibilità, l’artista esprime la volontà di ricomporre l’unità originaria, di ristabilire l’ordine, di sanare le ferite e le divisioni.

Paola Cordischi è attratta dall’espressionismo arcaico dell’arte africana, aborigena, azteca. Al centro della sua riflessione è il recupero di una sensibilità primitiva, ingenua, naturale, contro le insidie di una civiltà materialista e superficiale. Le sculture e gli arazzi della vigile artista condensano umori ancestrali e risonanze mitiche, tuttavia si prestano ad una lettura nuova, mai disgiunta dal sentire contemporaneo. Il linguaggio primitivo, lungi dall’esprimere il fascino dell’esotico, costituisce un veicolo per indagare i recessi della mente, oltre il turbine di immagini in cui siamo avvolti. Con uno stile vigoroso ed incisivo, Paola Cordischi tende a riunire forma e concetto, gesto materiale e forza spirituale. La sua opera è un’immersione nelle sorgenti dell’essere, nello iato tra il cognito e l’incognito, nello spazio denso, oscuro, pullulante dell’inconscio.

 

Marco di Mauro