ACCENSIONI CROMATICHE ALLA GALLERIA “IL PILASTRO”

 

Prosegue a ritmi serrati, al centro culturale “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, la rassegna d’arte contemporanea “B-fronte”, volta a promuovere la giovane arte campana. Sino al 22 gennaio sono esposte le opere di Domenico Napolitano ed Alfonso Sagnelli, che prediligono una pittura astratta, animata da segni fulminei ed accensioni cromatiche.

Domenico Napolitano indaga le potenzialità espressive del colore mediante le sue vibrazioni, le sue mutazioni di tono e di luce, il suo addensarsi o diradarsi in uno spazio ideale. Con una sensibilità visionaria, un fare istintivo e immediato, l’artista sedimenta i reperti emotivi che affiorano dall’inconscio e li traduce nella sintesi dell’opera d'arte. I suoi umori, ansie, trepidazioni precipitano sulla tela, in uno scenario mentale che sottende un sapiente equilibrio compositivo. L’apparente libertà del segno nasconde una trama coerente e una feconda vena lirica, che si esplica in un sottile gioco di trasparenze. Con tale espediente, l’artista vuole travalicare i limiti bidimensionali della tela per appropriarsi dello spazio, inteso come luogo metafisico della memoria e del pensiero. Nelle ultime opere, Napolitano imposta su fondo scuro segni leggeri e fulminei, impulsi emotivi che sfiorano la mente per subito scivolare via come gocce di pioggia. Rimane una traccia lievissima, eppure indelebile, che segna l’animo inquieto dell’artista.

Alfonso Sagnelli ha scelto la via dell’astrazione per esprimere i suoi slanci, la sua foga, il suo disagio verso una civiltà decadente che non recepisce il valore dell’arte. Il suo linguaggio pittorico – un informale acceso, impulsivo, intriso di emotività – si connota per un lirismo sottile, che si esplica nelle vampate di colore fluorescente su fondo nero, segni di una ricerca passionale e sensibile. La pittura di Sagnelli, articolata su accordi tonali, è fondata sui contrasti nero-colore e lucido-matto. L’artista esclude la figurazione per esprimere senza tramiti le sue emozioni, entrare nel campo della pura idealità, della forza dello spirito, del lirismo interiore, della sensibilità immediata. La pittura di Sagnelli è stata definita “linguaggio del nero” per la scelta del fondo scuro, non tetro, da cui affiorano con irruenza i segni informali. I neri sono le pieghe dell’anima, le ignote profondità dello spirito, attraversate e squarciate da palpiti luminosi. I colori fluorescenti parlano di uno spirito energico, che espone alla luce le ombre della propria interiorità.

 

Marco di Mauro