GIOVANE ARTE CAMPANA ALLA GALLERIA “IL PILASTRO”

 

Prosegue a ritmi serrati, al centro culturale “Il Pilastro” di Santa Maria Capua Vetere, la rassegna d’arte contemporanea “B-fronte”, volta a promuovere la giovane arte campana. Sino al 29 gennaio sono esposte le opere di Michele D’Alterio ed Orazio Manzo, che intendono la pittura come ripiegamento su se stessi e proiezione della propria intimità.

Nelle opere di Michele D’Alterio, in bilico tra figurazione e astrazione, il paesaggio naturale incarna i lineamenti dello spirito. Nelle fitte rughe del supporto plastico o cartaceo, nei tocchi di colore denso e materico s’intuiscono le pieghe dell’anima, che l’artista campano esterna e traduce nella forma del paesaggio. Con una sensibilità surreale, l’artista tende a coniugare due attitudini opposte: da un lato l’esigenza di aggredire la tela con impeto nervoso per assecondare i suoi moti interiori, da un altro la volontà di stemperare le sue pulsioni nell’armonia del paesaggio naturale. Nelle sue opere confluiscono reperti di vita quotidiana, quali sacchetti di plastica e frammenti di gomma, avulsi dal proprio contesto per assumere la dimensione di segni. I riverberi della vita urbana si coniugano a visioni oniriche, scenari senza tempo dove la profondità non è data dalla prospettiva tradizionale, bensì dal progressivo diluirsi della materia pittorica.

Orazio Manzo ha messo a punto una tecnica originale, che gli consente di deformare le immagini attraverso un blocco di vetrocemento, anteposto all’obiettivo della fotocamera. Oggetto della sua indagine è se stesso, nelle sue incertezze e nelle sue ambizioni, con l’ironia e la vanità di un ventenne, senza mai cedere alla retorica, all’enfasi, all’autocelebrazione. Nel suo ultimo ciclo di opere, dal titolo “Lloro so’ bbuone, jo so’ malamente”, Orazio Manzo stampa sulla carta la propria immagine e vi interviene con la pittura. Schegge di colore graffiano il suo volto e si espandono liberamente sulla carta, che diventa lo spazio di un evento negato, ma anche il punto di partenza per un’indagine interiore. La pittura maschera la fotografia e al contempo la integra, suggerendo categorie qualitative e mentali: luce, intensità, risonanza, opacità, silenzio, profondità. Tema fondante della sua estetica è l’ambigua relazione tra l’anima e il volto, l’essere e l’apparire, che induce l’artista a scavare nella propria intimità per conoscere se stesso.

 

Marco di Mauro