IL PADRE DEL MAC NAPOLETANO A FORIO D’ISCHIA

 

Si intitola “Organismi astratti” la personale di Renato Barisani, allestita fino al 30 settembre presso la galleria Del Monte a Forio d’Ischia. Il maestro napoletano, classe 1918, presenta una scultura in acciaio, una ceramica, quindici olii su tela, alcune grafiche e gioielli della sua ultima produzione. Barisani – che nel 1950 fondava il MAC napoletano, proponendo una nuova concezione del fare arte, basata sul formare, piuttosto che sul rappresentare – traduce le proprie intuizioni in concrete immagini di forma-colore, lontane da ogni significato simbolico e astrazione formale. Queste immagini non risultano da processi di astrazione della natura, ma sono elaborate dall’artista in piena autonomia, attingendo unicamente alle proprie risorse mentali.

Nell’opera di Barisani si assiste, frequentemente, ad un conflitto insanabile tra il pensiero matematico e il pensiero creativo, che si traduce nell’opposizione tra linee rette e curve, le quali si rincorrono o si intersecano nello spazio. Uno spazio che non è estraneo all’opera d’arte, ma interagisce con essa ed assume gli stessi ritmi, le stesse cadenze, gli stessi accordi. L’artista non esprime drammi, ma un lirismo purissimo, in cui, tra linee sinuose e campiture monocrome, si insinua quel senso d’inquietudine e di mistero proprio della sua poetica. Calibrate armonie di forme statiche, eppure vive, costituiscono l’essenza di una produzione elegante ed icastica, che dialoga con la sfera emotiva e sensoriale in un continuo scambio con l’esterno. Soprattutto nelle sculture e nei gioielli, Barisani persegue un purismo formale che genera composizioni di ritmica partitura geometrica di grande potere allusivo, organizzate in “gradienti strutturali” – come direbbe James Jerome Gibson – in un contesto aniconico nel quale l’opera è frutto della libera creazione dell’artista.

Per l’ampiezza e la qualità dell’esposizione, la mostra di Barisani si pone come tappa obbligata lungo l’itinerario da Forio a Lacco Ameno, offrendo ai turisti italiani e stranieri una grande finestra sull’arte contemporanea.

 

Marco di Mauro