LA BIENNALE DI VENEZIA CAMBIA LOOK

 

La 50° Biennale di Venezia, trasformata da ente pubblico in ente privato, sembra avviata su un nuovo indirizzo, che promette sviluppi positivi nell’immediato futuro. Non più un solo curatore ma un insieme di curatori, quindi una varietà di mostre che dovranno costituire un arcipelago di realtà. Interessante la sezione “Extra 50”, che nasce dall’approvazione, come parte integrante della Biennale, di quindici progetti presentati da enti pubblici e associazioni private. Uno di questi prende il nome di “Brain Academy Apartment” e si articola in cinque sezioni: performance, pittura, mail art, computer art e poesia sperimentale. Il progetto vuole dare visibilità al mondo degli artisti indipendenti, che lavorano ai margini dei grandi circuiti espositivi. Nella sezione dei performer, che è la più numerosa, si segnalano le presenze di Paolo Conti e i sadoMARTA, Alchemia, Tiziana Baracchi e Rémy Pénard. Conti ha intrapreso nel 1977, dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, la strada delle azioni performatiche, della mail art e della poesia visiva. La Baracchi, firmataria del manifesto iperspazialista, ha fondato nel 1998, insieme a Giancarlo Da Lio, il Virtual Museum 3, casa museo diffuso alla francese. Pénard, ambasciatore della Repubblica degli Artisti, opera a Limoges nel campo della ricerca visiva, della grafica e della mail art.

Tra i pittori si distingue Osvaldo Forno, che afferma fieramente, senza rinunziare alle tecniche multimediali, la sua voglia di fare pittura. Tra i poeti sperimentali troviamo Giulia Da Lio con il suo progetto Rigetto Naif. I performer saranno operativi dal 6 all’8 giugno presso il chiostro di Santo Spirito e dal 12 al 14 giugno presso la Serra dei Giardini.

Oltre l’esposizione, il Brain Academy Apartment ha escogitato un sistema efficace per imporre all’attenzione del pubblico gli artisti indipendenti: saranno installati in apposita struttura, fino al 2 novembre, i plotter delle opere presentate ed i video delle performance. E’ un modo per denunciare la mercificazione dell’arte e la condizione di marginalità che vivono gli artisti meno blasonati.

 

Marco di Mauro