L’UNIVERSO IMMAGINARIO DI BRAD HOWE

 

Hanno un sapore ludico le mirabolanti sculture di Brad Howe, in mostra fino al 30 marzo nelle storiche sale di Villa Di Donato a Napoli. Le sue creazioni si sviluppano nello spazio come organismi naturali, dalle forme semplici o complesse che sono l’esito di un processo incidentale, eppure sottendono una rigorosa geometria basata sui frattali. L’artista istruisce una geografia immaginaria in cui forme organiche e paraorganiche compongono l’universo sospeso di un sogno d’infanzia, popolato da forme eccentriche e surreali, sinuose e avvolgenti, che si susseguono secondo un ritmo musicale. È la stessa musicalità che ispirava le pitture astratte di Kandinskij o le sculture surreali di Mirò, alimentate da uno struggente sentimento della vita e della bellezza che non è statica, ma sottoposta ad un processo di evoluzione continua. Proprio il movimento, reale o potenziale, costituisce una componente essenziale dell’opera di Howe, consapevole che bloccare le forme significa abolire la dimensione temporale, allontanarsi dalla realtà che è dinamica e in continuo divenire. Una concezione dell’opera che risale ai mobiles di Alexander Calder, primi esperimenti di arte cinetica: “L’important – asseriva il maestro americano – c’est que le mobile attrape le vent. Un mobile, c’est comme un employé de la fourrière. C’est un employé de la fourrière pour le vent.”

Altra componente essenziale dell’opera di Brad Howe è la luce, che ora si riflette nelle superfici di metallo colorato, ora le attraversa, penetrando nei fori e nelle fenditure. Si realizza così una sorta di dialogo, veicolato dalla luce, tra la scultura e lo spazio che la contiene, anzi la completa. Lo spazio, infatti, è percepito dall’artista come un volume esterno, immateriale, che interagisce con il volume della materia, concorrendo alla definizione della scultura.

In definitiva, le creazioni di Brad Howe sono elementi dinamici di un universo immaginario, nel quale non esistono le asprezze della realtà, ma soltanto una sinfonia di colori e linee fluttuanti che inneggiano alla vita.

 

Marco di Mauro