COPPER / IRON ALLA GALLERIA ARTIACO

 

Si intitola “Copper / Iron” la personale di Carl Andre allestita, fino al prossimo 20 marzo, alla galleria Alfonso Artiaco di Napoli. L’artista americano, annoverato con Sol LeWitt e Donald Judd tra i maggiori esponenti della minimal art, elude la gerarchia della visione disponendo al suolo le sue lastre di rame e di ferro, che sembrano animate dai riflessi di luce, ma in realtà sono corpi neutri e non rappresentativi. Il linguaggio di Carl Andre è basato sulla combinazione di due elementi: le lastre metalliche e la forza di gravità, che ne permette la coesione al suolo. L’artista non solo rinuncia al volume, ma abolisce quella molteplicità di segni, effimeri e ridondanti, di cui si compone l’universo visivo contemporaneo, per fare tabula rasa della tradizione iconografica. Le sue possibilità di esplorazione risiedono nell’ars combinatoria, che si traduce nella rigorosa disposizione delle lastre al suolo, secondo un criterio logico che nulla cede ad istanze di gradevolezza o di compiacimento visivo. Nello spazio espositivo di Piazza dei Martiri, Andre ha collocato le lastre di metallo in corrispondenza degli spigoli, per sottolineare la forma e le dimensioni della sala. L’opera non ha volume né profondità, non ha inizio né fine, non privilegia un asse visivo, ma si identifica con il luogo. Indicativa è la scelta dei metalli: il rame, che rinvia alla preziosità delle grandi pale d’altare, come quelle del Tesoro di San Gennaro a Napoli, ed il ferro, materiale umile che rinvia al campo dell’edilizia, degli utensili, della vita quotidiana.

Carl Andre fu consacrato dalla partecipazione alla collettiva “Primary Structures”, allestita nel 1966 al Jewish Museum di New York, e dalle sue personali presso le gallerie Tibor de Nagy di New York e Korad Fischer di Düsseldorf nel 1967.

 

Marco di Mauro