UN CATALOGO RAFFINATO PER CARLA VIPARELLI

 

Il bello è ovunque, basta saperlo cogliere: nelle fibre del legno come nelle venature della pietra, nell’ordito della tela come nelle nervature delle foglie. Il pennello non può che assecondare la bellezza insita nei materiali, rivelando forme nascoste ed alterando, così, la nostra percezione della natura. Ne è consapevole Carla Viparelli, che fa scaturire dalla materia inerte una molteplicità  di forme rigogliose e vivaci, turgide e carnose. Sono le stesse forme che popolano il suo immaginario, sospeso tra una dimensione reale ed una fiabesca, che si incontrano sul filo rosso di un lirismo magico, ermetico, spiritualista. L’incontro di queste forme genera un rebus a soluzione multipla, come nell’opera InghiOTTO, ove si realizza quella simbolizzazione del pensiero, basata sulle combinazioni logiche, che Leibniz chiamava ‘ars combinatoria’. Alla trasparenza dei colori, che lasciano intravedere il supporto ligneo creando percorsi multipli all’interno dell’opera, corrisponde la limpidità, la franchezza, la spontaneità dell’artista partenopea, che si pone nella società e nella natura con umiltà e rispetto, senza invadere lo spazio degli altri. Ma nella sua pittura c’è anche una componente ludica, ironica, che la spinge a reinventare la natura, stravolgendo l’ordine naturale e istituendo nuove, inedite relazioni fra gli oggetti animati e inanimati. Come osserva Mariadelaide Cuozzo, la ricerca di Carla Viparelli, maturata nel clima post-moderno di una ritrovata libertà formale, si pone al confine tra due correnti: da un lato, il ‘nomadismo’ geo-temporale e il ritorno alla pittura in senso tradizionale, perseguiti dalla Transavanguardia; dall’altro l’analisi linguistica e filosofica propria del Concettualismo.

Alla Viparelli è dedicato un elegante catalogo, in corso di stampa per i tipi di Paparo Edizioni, che ripercorre la mostra allestita, fino alla prima decade di ottobre, nella chiesa di San Salvatore de Fundaco a Salerno. La mostra e il catalogo sono a cura della Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Salerno e Avellino, diretta da Giuseppe Zampino, che in questi anni ha mostrato un’attenzione crescente per l’arte contemporanea.

 

Marco di Mauro