PARTE LA RIQUALIFICAZIONE DEI GRADONI DI CHIAIA

 

Dopo il recupero dei Vergini e dei Quartieri Sagnoli, attuato con i fondi del progetto Urban, un altro segmento del centro storico è destinato a cambiare look: l’asse viario che s’inerpica da via Chiaia al corso Vittorio Emanuele sarà oggetto di un piano di riqualificazione e arredo urbano, promosso dal centro di musica antica Pietà de’ Turchini. Il progetto reca la firma di Riccardo Dalisi, che ha legato il suo nome al restauro di antichi monumenti, come il castello di Oliveto Citra, e all’arredo di spazi urbani, come la Rua Catalana. La sua opera si connota per la volontà di integrare passato e presente, attraverso un linguaggio moderno che, tuttavia, attinge segni e figure da un repertorio tradizionale.

Nel progetto elaborato per la Pietà de’ Turchini, Dalisi dispiega la sua fervida fantasia per animare l’ambiente angusto dei vicoli con una rete di sculture e segnali. L’antico e il moderno dialogano e si fondono in un contesto essenzialmente ludico, come si rileva dai raffinati disegni che corredano il progetto. L’architetto, molto sensibile ai temi dell’urbanistica, esalta la prospettiva aperta dall’atrio di Santa Caterina da Siena, capolavoro di Mario Gioffredo. Nel sagrato della chiesa sarà installata una stele raffigurante un “suonatore di libri”, che si erge solitario su una pila di volumi. Lo spazio attiguo, che ospiterà un bar e una rivendita di dischi della Pietà de’ Turchini, costituisce la parte più impegnativa del progetto. Vi sarà attuata una delicata operazione di design, che mira a ridefinire lo spazio e le sue funzioni, a convertire un non-luogo in un luogo di socialità. “Vorrebbe essere come un piccolo gioiello – osserva Riccardo Dalisi – che si propaga sul muro e sulla facciata laterale della chiesa, conferendo luminosità ed interesse. Anche qui saranno ospitate sculture ed una scala in acciaio di carattere ergonomico, in continuazione di quella esistente. Il tutto, rispettoso dello stato dei luoghi, avrà il sapore di oggetti urbani appoggiati che possono essere modificati, perfezionati, rimossi. Le tecnologie a disposizione lo consentono. Sarà proprio lo spirito del contemporaneo: il senso della discrezione e della leggerezza, della riduzione degli sprechi e dello sviluppo della cultura.”

 

Marco di Mauro