SANGALLO ART STATION CELEBRA DANIEL SPOERRI

 

La Toscana, patria di adozione di Daniel Spoerri, dedica all’anziano maestro di origine rumena un’ampia retrospettiva, allestita fino al 21 marzo presso la Sangallo ART Station di Firenze. La rassegna, corredata di un catalogo bilingue con testo critico di Martina Corgnati, è stata realizzata in collaborazione con la galleria Allegretti di Torino, che nel 2008 presentava al pubblico “La catena genetica del mercato delle pulci”, monumentale installazione che condensa trent’anni di vita parigina di Spoerri.

Nella rassegna fiorentina ritroviamo un elemento della “Catena genetica”, insieme con altre nove installazioni di forte impatto visivo, da uno storico tableau-piège del 1972 fino alla spettacolare “Cena in galleria”, realizzata nel novembre 2008 alla galleria Allegretti, per immortalare un incontro che avrebbe lasciato il segno nella memoria dei protagonisti. Questo tableau si distingue dai precedenti perché qui, per la prima volta, l’artista ha fatto scivolare un lembo della tovaglia, che trascina con sé piatti, posate e bottiglie. La tovaglia però non cade, ma sfidando la forza di gravità, rimane sospesa nell’aria come un tappeto volante, che trasporta quella fatidica cena da una dimensione attuale ad una memoriale.

Nella poetica di Daniel Spoerri è pienamente incarnato il credo di Pierre Restany, teorico del Nouveau Réalisme, che concepiva l’arte come esperienza etica, come utopia capace di sfidare la realtà, di travalicare i confini dell’ovvio e del certo per alterare la nostra percezione del mondo. Negli oggetti che assembla, infatti, Spoerri non ricerca valori estetici, ma valenze profonde, soggettive, che gli permettono di arrestare il tempo e di istituire intime relazioni fra elementi di varia natura. Ogni oggetto – un bicchiere rotto o un tovagliolo usato, un cranio di bue o un’asta di legno – assume così un valore evocativo, quale riflesso o testimonianza  di esperienze vissute, storie personali che il pubblico è sollecitato a ricostruire, o piuttosto a ricreare secondo il proprio sentire. Gli elementi che compongono i tableaux, infatti, non si prestano ad una lettura immediata, ma giungono alla nostra percezione per vie diverse, spesso indirette, attivando sepolti codici di riconoscimento e personali meccanismi di empatia.

Per tutta la durata della mostra, sarà proiettato in galleria un video-documento girato a Torino nel 2008 con interviste a Spoerri e le riprese realizzate durante un banchetto-performance.

 

Marco di Mauro