L’ECO ESPRESSIONISTA E INFORMALE NELLE TELE DI DOMENICO NAPOLITANO

 

Domenico Napolitano è un giovane artista, dotato delle giuste qualità per emergere ed entrare nel giro espositivo locale e nazionale. Nell’era della fotografia e del video, dell’iperrealismo e del postmodern, Napolitano sceglie la via dell’astrazione e riscopre la forza comunicativa del colore, attraverso le sue vibrazioni, le sue mutazioni di tono e di luce, il suo addensarsi o diradarsi in uno spazio ideale. Nelle sue tele, talvolta sospese in uno scenario onirico, sono compiutamente applicate le teorie di Kandinskij sulla spiritualità dell’arte e sul potenziale espressivo della linea e del punto.

Con una sensibilità visionaria, un fare istintivo e immediato, l’artista accumula e sedimenta i reperti emotivi che affiorano dall’inconscio. I suoi umori, pulsioni, ansie, trepidazioni precipitano sulla tela, in uno scenario mentale che sottende un sapiente equilibrio compositivo. L’apparente libertà del segno nasconde, in realtà, una trama coerente ed una sottile vena lirica.

Napolitano deriva suggestioni e spunti sia da eventi contemporanei, sia dalla propria intimità. In opere quali “Conflitto” e “Scontro”, l’artista rappresenta la guerra con intensa commozione, che si traduce nel tragico incupirsi della superficie, nella precaria inclinazione dell’orizzonte, nell’acceso espressionismo dei colori, nell’intrico di segni guizzanti e schegge luminose che si agitano nel vuoto. Nelle opere più recenti, si legge una graduale tendenza a stemperare i propri umori in una pittura più meditata, meno impulsiva. Il ritorno alla linea retta, orizzontale o verticale, è sintomo di una ritrovata stabilità, un ritrovato equilibrio interiore che si riflette anche nella liquidità del colore, nitido e lucente. Ad annunciare la nuova stagione artistica sono le ultime opere del 2003, come “The window”, in cui s’intuiscono note di paesaggio ed elementi figurali, che si sovrappongono a scenari informali in una duplice modalità di percezione. La tendenza a diluire, stemperare, placare le emozioni suscitate dalla guerra, si afferma compiutamente nelle prime opere del 2004, come “Exploration”, “Kind of blue”, “Mutamenti”, dove i segni pittorici paiono galleggiare nell’acqua.

In antitesi alla stesura informale di “Scontro”, indifferenziata nell’ampiezza della tela caoticamente percorsa dai segni colorati, lo spazio della vita e delle passioni, nelle ultime opere Domenico Napolitano propone uno spazio di serena concentrazione emotiva, di uniforme luminosità, ordinato e sereno in una definizione quasi architettonica, a rappresentare uno stato di equilibrio raggiunto.

 

Marco di Mauro