“E-XTENSIONI” DEL CORPO E DELLA MENTE IN MOSTRA A NAPOLI

 

Installazioni digitali, proiezioni video, musica elettronica, danza interattiva, conferenze sulla net-art: tutto questo è “E-xtensioni”, la rassegna promossa da Digart nella cappella di San Giacomo degli Italiani. La stimolante kermesse, che si svolge fino al 6 luglio, vede coinvolti artisti internazionali quali Marcello Mazzella, Claudio Prati, Studio Azzurro e Ariella Vidach, i quali concepiscono le proprie installazioni come estensioni del corpo umano nel cyberspazio. Attualmente sono esposte le installazioni di Marcello Mazzella e Claudio Prati, che hanno incrociato i loro percorsi nel fecondo ambiente dell’Accademia di Brera, dove hanno fondato, nel 1988, il gruppo di “Avventure in Elicottero Prodotti”.

Lo svizzero Claudio Prati, per la prima volta a Napoli, si serve di piccole magliette colorate per comunicare le proprie emozioni al pubblico, stimolato a leggere, decifrare, comporre una congerie di frammenti memoriali. Lo spostamento delle magliette su una superficie predisposta attiva un duplice software, che associa ad ogni colore una coppia di coordinate numeriche ed una registrazione sonora. Sono frammenti sconnessi dell’io dell’artista, che il pubblico può sedimentare e combinare secondo la propria sensibilità.

L’installazione di Marcello Mazzella è un iperluogo virtuale, dove il pubblico, attraverso una video-chat, può interagire con l’artista ed assistere in tempo reale al risultato delle interazioni. Oggetto dell’indagine di Mazzella è proprio l’universo delle video-chat, quel nevrotico susseguirsi di voci indistinte, domande e risposte informali, volti di uomini e donne di cui s’ignora l’identità. Le immagini evadono dal monitor e si proiettano nello spazio, investendo le mura imbiancate, gli altari marmorei, le cone di stucco e qualsiasi oggetto si frapponga ai raggi luminosi. Il pubblico, non più fruitore ma protagonista attivo dell’opera d’arte, ha l’opportunità di intessere un dialogo virtuale con l’artista, nascosto nella sua chat-room foderata di tulle.

 

Marco di Mauro