EMANUELE ANTONUCCI SI RACCONTA

 

È stato pubblicato, per i tipi dell’Istituto Grafico Editoriale Italiano, “Tasselli di vita 1922-1942” di Emanuele Antonucci: un’autobiografia suadente e commovente, ironica e sincera, che ha la ricchezza emotiva e la tensione narrativa di un romanzo. L’artista partenopeo vi racconta la sua infanzia e adolescenza nei vicoli di una Napoli antica, tenacemente ancorata alle sue tradizioni, i suoi culti, le sue immobili gerarchie. Il libro, che è stato presentato da Giuseppe Antonello Leone ed Ugo Piscopo al centro culturale “L’Atelier”, è illustrato da ventuno disegni dell’autore.

Emanuele Antonucci, con la sua matita, si oppone allo scorrere del tempo ed asseconda gli impulsi di un’ispirazione inesausta. Con toni umili e dimessi, con animo poetico e contemplativo, l’artista napoletano rappresenta scorci, persone, immagini che fanno parte della sua memoria: le passeggiate in Villa Comunale, il gioco dello “strummolo”, la brillantina sui capelli, la villeggiatura a Barra. È un’arte fatta di poesia e di sogno, che indaga nell’universo intimo dei gesti e rimanda alla vita nei suoi ritmi quotidiani. Una silenziosa potenza espressiva si esprime nelle figure appena accennate, ritratti antiretorici di un’umanità dimessa, sorpresa in attività modeste e quotidiane.

 

Marco di Mauro