DOPPIA PERSONALE AL RAMO D’ORO

 

Sono in mostra fino al 19 ottobre, presso il “Ramo d’Oro” di via Omodeo, i dipinti di Ena Villani e le fotografie di Alma Carrano. Filo conduttore della mostra è il tema del viaggio, sia quello della mente attraverso i labirinti del pensiero, sia quello del corpo attraverso mari e monti, alla scoperta delle culture del mondo.

Ena è figlia di Gennaro Villani, fra i maggiori esponenti della pittura napoletana del primo Novecento, allievo prediletto di Michele Cammarano, Gaetano Esposito e Vincenzo Volpe. Nei dipinti di Ena si avverte l’eredità e insieme il superamento di questa tradizione, riflessa nei colori caldi e pastosi, che rinnovano la grazia della Scuola di Posillipo, o nelle donne velate che siedono pensose tra le sabbie del deserto, come nelle “Marie al Sepolcro” di Domenico Morelli. Modelli di fine Ottocento, che Ena deterge d’ogni residuo lezioso o romantico per recuperare il grado zero della sensibilità. L’esotismo di Ena non è mai una scelta estetica, ma rappresenta la fuga verso un’alterità radicale, che si realizza nel deserto, sentito dall’artista come spazio di serena concentrazione emotiva, come non-luogo che svuota, rovescia, azzera i disvalori della società capitalista. Sia che rappresenti squarci metropolitani, come in “Brodway”, sia che rappresenti i tuareg in viaggio nel Sahara, Ena Villani non rinunzia a delineare atmosfere sospese e senza tempo, che esprimono la sua volontà di evadere dalla società capitalista. Le sue opere, spesso, non superano la dimensione dello schizzo, pochi tratti essenziali tracciati a penna su un foglio bianco, quanto basta per bloccare un’emozione, o il ricordo dei compagni di una sera. Sono questi, forse, i lavori più affascinanti dell’artista napoletana.

Un percorso diverso, seppure definito da una medesima sensibilità verso l’esplorazione della natura e della società, è quello di Alma Carrano. Napoletana, laureata in Scienze naturali, si è rivolta con crescente partecipazione all’esplorazione dell’affascinante territorio delle arti visuali. Dopo avere frequentato, negli anni ’90, il corso di composizione dell’immagine di Augusto De Luca e il corso di fotografia di Bruno del Monaco, ha mirato soprattutto alla fotografia creativa e d’atmosfera, alla poesia visiva e alla simbiosi tra immagini e parole.

 

Marco di Mauro