I RITRATTI DI ERNESTO TATAFIORE AL MUSEO DI CAPODIMONTE

 

S’intitola “Non solo” la personale di Ernesto Tatafiore allestita, sino al prossimo 2 ottobre, nelle Gallerie Nazionali di Capodimonte. Il pittore napoletano ha ritratto undici maestri del colore, da Bruegel a Velazquez, in una dimensione ludica, atemporale, che pone il passato e il presente sullo stesso piano. Tiziano è rappresentato come un antico filosofo con la barba canuta e la testa fumante, Velazquez emerge dal fondo oro con i lunghi baffi e la chioma fluente, Giacometti è un’icona leggera sotto la pioggia, Bruegel è un pittore alchemico che esce dalle tenebre. I ritratti sono liberati dalla narrazione consequenziale dei manuali di storia per avvicinarsi ad una percezione ideale, basata su modalità associative, così che l’unità perduta sul piano narrativo si recupera a livello strutturale. Nei volti dei maestri possiamo cogliere affinità e consonanze ideali con l’artista napoletano, il quale trae dalla storia dell’arte la linfa per un linguaggio moderno, che aderisce al presente nel dialogo costante con la sfera emotiva e sensoriale. Il rosso invade i ritratti di Tatafiore come sangue vivo, perché il pennello dei maestri è intriso di vita, che trapassa la mano e si materializza sulla tela. Il rosso è anche il colore della lava, energia creativa che erompe dalla terra e modella il paesaggio naturale in forme nuove. La scelta di toni accesi non incide sul carattere leggero e vivace della pittura di Tatafiore, che nella sua bidimensionalità tende all’immateriale, come la musica che spesso lo accompagna. Ernesto Tatafiore rifugge dal costruire metafore e allegorie: i suoi ritratti esprimono una concezione immediata dell’opera d’arte, che nella sua elementarità rivela una carica eversiva, capace di rompere i canoni tradizionali della figurazione.

 

Marco di Mauro