I “DISEGNI DEL DISONORE” DI ERRICO RUOTOLO

 

Sulle note malinconiche di Bob Dylan è stata inaugurata la mostra di Errico Ruotolo, dal titolo “Disegni del disonore”, presso la galleria Franco Riccardo di Napoli. Oggetto della mostra è la guerra, nell’accezione più ampia del termine, che attraversa tutto il percorso dell’umanità dalle origini fino al presente. Subito emergono alcuni dei livelli di analisi della guerra: non solo dal punto di vista storico – dall’Olocausto fino alla guerra in Afghanistan – ma anche nella prospettiva dei conflitti interiori che segnano l’uomo, soprattutto l’uomo del Novecento, e ancora come scontro di interessi privati, mascherati da ideali politici o religiosi per coinvolgere ignare popolazioni. L’artista napoletano esprime la sua inquietudine, il suo turbamento per una società violenta, che regredisce invece di avanzare, e per una politica cieca che non vuole recepire i bisogni primari del cittadino. Ma Ruotolo non mira alla facile denuncia della guerra, il suo obiettivo è quello di riflettere e far riflettere sul presente, facendo leva sul coinvolgimento emotivo e sul concetto di memoria storica; ed infine di muovere le coscienze trasformandole in azione consapevole e positiva.

L’artista opera dapprima su se stesso e poi sull’osservatore, affinché sia sollecitato a prendere coscienza del male in cui vive e ad attuare un cammino di reazione e liberazione. Spesso il suo disegno sconfina nell’extrapittorico mediante l’inserimento di oggetti reali, ready-made, frammenti di vita vissuta come i tasti di un cellulare, emblema di una comunicazione impossibile. Così Ruotolo conduce l’osservatore ad un coinvolgimento progressivo che da ottico si tramuta fluidamente in riflessione profonda, fino ad arrivare alla scelta attiva di una posizione. Così il disegno supera la bidimensionalità e diventa attivo, sfonda lo spazio e lentamente se ne appropria, plasmandolo attraverso un’estetica che tende all’azione. Il tratto rapido e nervoso della matita, l’onda passionale e impulsiva del dripping sottolineano il bisogno di agire concretamente sulla realtà, invece di assistere inerte al teatro degli orrori.

La mostra, corredata di un catalogo edito da EffeErre con testo di Gabriele Frasca, sarà visitabile fino al prossimo 15 aprile.

 

Marco di Mauro