UNA NUOVA CUPOLA PER IL SANTUARIO DI SCAFATI

 

Il santuario di Santa Maria dei Bagni a Scafati si arricchisce di una grandiosa opera d’arte: il nuovo affresco della cupola, eseguito magistralmente da Giancarlo Pignataro di Albanella, con il contributo del Rotary Club di Scafati. Inaugurato in presenza di un folto pubblico e delle autorità locali, l’affresco è stato eseguito secondo le tecniche tradizionali, dopo aver preparato la superficie con un doppio strato di intonaco: l’arriccio all’interno e l’intonachino all’esterno. Il ruvido arriccio, composto da calce spenta e sabbia grossolana, garantisce la perfetta adesione dell’intonachino, sul quale poi viene stesa la pittura. L’intonachino, composto da calce, sabbia e polvere di marmo, ha una grana molto sottile per facilitare la traccia definitiva del disegno e la stesura dei colori. A contatto con l’aria, la calce contenuta nell’intonachino cristallizza in superficie, fissando il colore al suo interno.

L’affresco di Giancarlo Pignataro, concepito secondo un complesso programma iconografico, è suddiviso in quattro vele, che narrano la leggenda della fonte miracolosa nei feudi dei Doria a Scafati. Nella prima vela – dal titolo L’intolleranza – appare un esponente della casata genovese in atto di espellere i malati che vanno a bagnarsi nella fonte miracolosa. Protagonista della seconda vela – dal titolo L’umiltà – è lo stesso signore che, ammalatosi gravemente, si pente della sua superbia e anch’egli si bagna nella fonte per impetrare la guarigione. Nella terza vela – dal titolo L’armonia – appare una folla di infermi che si bagnano nell’acqua miracolosa, sorvegliati da un’aquila, simbolo di San Giovanni Battista. Infine la quarta vela – dal titolo L’incoronazione – presenta l’apoteosi della Vergine Maria incoronata dagli angeli, sullo sfondo di Scafati.

Giancarlo Pignataro ha saputo rielaborare, alla luce di una moderna sensibilità, la tradizione della pittura napoletana del Seicento, da Battistello Caracciolo a Giuseppe Ribera, realizzando un’opera magistrale che si armonizza perfettamente al contesto barocco del santuario.

 

Marco di Mauro