L’UNIVERSO GEOMETRICO DI GIANNI DE TORA AL CASTEL NUOVO

 

Una labirintica istallazione in ferro e vetroresina introduce a “The world of signs”, la personale del maestro Gianni De Tora allestita nella Sala della Loggia di Castel Nuovo, fino al 19 febbraio. Un’ampia selezione di opere, a cura di Vitaliano Corbi, documenta le fasi più significative del percorso di De Tora: una serrata evoluzione, che muove dai sobri paesaggi urbani del ‘61, memori del pittoricismo di Rosai o Morandi, e si conclude con il passaggio dalla tela all’istallazione, che mira ad estendere gli orizzonti dell’astrazione geometrica, oltre i confini angusti della superficie pittorica. Fra questi due estremi si svolge un’incessante ricerca, che si riflette nelle molteplici svolte che qualificano il percorso di De Tora. Nel 1962, animato da spirito irruente, l’artista ventenne volge lo sguardo agli States ed è contagiato dalle impronte materiche dell’informale. Allora De Tora aggredisce la tela con impeto nervoso, stende sulla superficie un vorticoso accumulo di pennellate dense, in cui scompare ogni traccia di figurazione. L’artista matura un’ulteriore svolta alla metà degli anni ‘60, quando recupera il versante della figurazione e, sollecitato dai trionfi della pop art, fissa le icone della cultura contemporanea in composizioni geometriche. Con linguaggio da manifesto pubblicitario, il giovane De Tora abbraccia gli ideali della contestazione e denuncia la guerra, l’oppressione, la violenza. Nel 1969 inizia a depurare la forma del dato iconico, del sostrato figurale e narrativo, finché approda all’astrazione geometrica, che rappresenta lo stadio definitivo del suo cammino artistico. Il maestro fissa le immagini entro un rigido controllo strutturale, che tende a definire soluzioni universali, sistemi archetipici e nuove istanze linguistiche. Come osserva acutamente Arcangelo Izzo, De Tora aspira a “rappresentare le ragioni interpretative, non più imitative, della realtà globalmente intuita come antropogeografia.” Nelle rigorose, geometriche campiture di colore puro s’intuisce l’ordine che domina l’universo, le forze cosmiche con le quali l’uomo deve misurarsi, consapevole della propria inferiorità e impotenza. Dopo la fondazione del gruppo di “Geometria e Ricerca”, nel 1976, si colloca il periodo più fecondo di Gianni De Tora, che esprime una sottile angoscia esistenziale nell’aggregarsi o svanire dei colori primari, nell’estensione o riduzione del campo visivo, nei segni liberi che invadono gli spazi geometricamente definiti.

 

Marco di Mauro