GIOVANNI ANSELMO ALLA GALLERIA ARTIACO

 

Tutto ha inizio da un ago magnetico, collocato al centro dello spazio espositivo, che rimanda ai campi magnetici terrestri, influenzati dalle tempeste solari e dalle reazioni cosmiche. La pregnante installazione di Giovanni Anselmo, esposta nella galleria Artiaco di Napoli sino al 29 ottobre, costituisce un microcosmo dove le stelle  si avvicinano, il paesaggio e il panorama si avvicendano, la luce focalizza, l’oltremare indirizza, la terra si orienta. L’installazione, abitabile e fruibile dai visitatori della mostra, si compone di blocchi di granito in ordine sparso, un mucchio di terra e un ago magnetico. Questi oggetti non hanno valore di per sé: esistono in funzione dell’energia che esprimono, energia compressa ma bloccata in un attimo di equilibrio. L’opera di Anselmo evidenzia le relazioni spaziali e temporali di categorie astratte del pensiero, come l’infinito e il particolare. All’infinito rimanda una linea blu dipinta sulla parete, sintetica allusione ad un altrove fisico e psicologico. Il particolare è suggerito dalla luce emessa da un proiettore, che rimbalza sulle pareti e sul pavimento della galleria intesa come spazio totale. I blocchi di granito sono campi di energia, vi abita una forza centrifuga che vuole espandersi verso l’esterno, ma è trattenuta dalle superfici. La posa delle pietre sul pavimento, inoltre, evidenzia la forza di gravità che ci trattiene al suolo e, idealmente, rafforza il nostro legame con la terra.

Giovanni Anselmo continua a incarnarne lo spirito più essenziale dell’arte povera, ricondotto alle sue origini e alle sue estreme conseguenze. Una povertà integrale e radicale, un legame profondo con le forze naturali, tanto che la sua opera si fonda unicamente sui termini della fisica: energia, massa e peso.

 

Marco di Mauro