GLI ARTISTI DEL MONDO SI INTERROGANO SU GARIBALDI

 

Chi fu realmente Giuseppe Garibaldi? Un uomo o un eroe, un idealista o un mercenario, un paladino della giustizia o l’espressione di una ricca borghesia, che non storceva il naso al massacro dei briganti? È impresa ardua valutare un personaggio che ha perso la sua dimensione umana e storica per un eccesso di costruzioni ideologiche, promosse dai governi postunitari col sostegno di una storiografia asservita. Così, per oltre un secolo, il nostro paese ha mistificato il suo passato, imponendo il silenzio sul massacro di Bronte, sulla violenta repressione del brigantaggio, sui lauti finanziamenti elargiti dagli inglesi alle truppe garibaldine. Finché alcuni storici, letterati e registi, da Leonardo Sciascia a Carlo Alianello, da Florestano Vancini a Pasquale Squitieri, hanno rispolverato la storia e rivelato, tra mille polemiche, i lati viscidi e oscuri dell’epopea garibaldina. Oggi, a distanza di duecento anni dalla nascita di Garibaldi, sessanta artisti da tutto il mondo, sollecitati dalla vulcanica personalità di Enzo Marino, si sono interrogati sull’immagine reale e ufficiale dell’ “eroe dei due mondi”. La mostra collettiva, che sarà allestita dal 10 al 20 gennaio nel Museo Storico di Bergamo e poi nella capitale dell’Uruguay, ci propone un’esplosione di linguaggi che convergono nella comune aspirazione a reinterpretare la storia. Come osserva il direttore artistico Enzo Marino, “dalle opere emerge una visione di Garibaldi completamente libera, nuova, essenziale, che lo svincola per un attimo dal mondo degli eroi e lo colloca di più tra i padri dell’umanità”.

Uno dei possibili modi di leggere la mostra è la percezione delle opere come frammenti sparsi di un’installazione multimediale, che tende, attraverso l’unione di numerosi punti di vista, a delineare la complessa e sfuggente personalità di Garibaldi. Uno degli aspetti più rilevanti di questa rassegna è il comune sentire di artisti così lontani e così diversi, a testimonianza che nella moderna geografia dell’arte non esistono il nord e il sud, il centro e la periferia, perché l’uomo ha acquisito la consapevolezza del proprio essere nel mondo.

 

Marco di Mauro