ALLA CASINA POMPEIANA LE OPERE DI GUIDO DELLA GIOVANNA

 

È aperta sino al 21 aprile, nella Casina Pompeiana a Napoli, la mostra antologica di Guido Della Giovanna, presentata da Maria Anna Barretta. Il pittore napoletano esprime la sua fiducia nel futuro in una produzione molto varia, che si caratterizza per i toni luminosi, i cromatismi accesi e quella sensazione di leggerezza che comunica benessere e quiete. L’artista rifiuta i concettualismi, predilige le forme semplici, che riflettono una semplicità di contenuto e di messaggio: la pace, l’amore, l’armonia.

Sotto il profilo tecnico, Guido Della Giovanna intende le sue creazioni come incessanti sperimentazioni, come stadi di una ricerca infinita che tende alla pura espressione dell’anima. Nell’ultimo ciclo di opere, dal titolo “Noi siamo soli”, l’artista propone un itinerario d’arte materica, dove l’immagine è definita non solo dalla combinazione di segno e colore, ma anche dalla materia pittorica che si addensa o si dirada, si tende o s’increspa.

Denso di significati è l’uso di corde per ricucire gli strappi esistenziali, rimarginare le ferite, ricomporre l’unità originaria che l’uomo, con la sua devastante attività, ha gravemente compromesso. Non meno eloquente è la scelta della circolarità del supporto, da leggere sia come immagine del sole, fonte di vita, sia come emblema del ripetersi ciclico della storia e della vita umana.

Un’opera emblematica è “Sunset”, in cui l’artista raccoglie i frantumi di un cerchio e li applica alla superficie con asticelle di legno, nell’estremo tentativo di ricomporre l’unità originaria.

Una sensibilità ecologista affiora in “Black Rain”, una delle opere più recenti. La superficie della tavola, colorata di rosso, è segnata da macchie nere che alludono all’inquinamento che devasta il pianeta e, più in generale, alla violenza che inquina la società umana.

 

Marco di Mauro