“THE HORIZON LINE IS HERE”

 

Resterà aperta fino al 10 settembre, presso la Galleria Umberto Di Marino a Napoli, la collettiva “The horizon line is here”, a cura di Lorenzo Bruni. La mostra, composta da installazioni e performance creati specificamente per la galleria, è incentrata sul tema del viaggio quale esperienza parziale e soggettiva dell’artista, che sperimenta un possibile dialogo con il reale per condividerlo successivamente con gli altri.

Ad aprire la mostra è uno slide-show di Runo Lagomarsino, che punta l’obiettivo sulle crepe e le fenditure apertesi nel cemento, sui muri del complesso architettonico di Oscar Niemeyer a Brasilia. Le crepe, che assumono la sagoma dell’America meridionale, rappresentano il fallimento dell’utopia modernista e delle sua pretesa di estendere a livello globale un sistema socio-economico nato in Europa. A ribadire il crollo di un ideale astratto sono le copertine logore dei volumi sul comunismo, che Lagomarsino ha fotografato nella casa di Niemeyer a Rio de Janeiro. Anche nella performance di Ulla von Brandenburg si percepisce il fallimento dell’utopia il riemergere di tensioni e inquietudini che il razionalismo credeva di poter risolvere, attraverso la costruzione di una società fondata sui principi di giustizia e uguaglianza. L’artista tedesca ha ambientato una complessa storia familiare – tra residui di patriarcato e conflitti generazionali – negli ambienti puri e trasparenti di Villa Savoye, disegnata da Le Corbusier nel 1929. La performance riassume, attraverso gesti simbolici ed eloquenti, densi di rimandi ai romanzi di Čechov, la bruciante evoluzione della società occidentale in età moderna. Invece l’installazione di Elena Bajo – una pietra riflessa in due specchi perpendicolari e illuminata da un neon, che esalta la porosità della superficie – ci fa riflettere sul rapporto scambievole tra microcosmo e macrocosmo, locale e globale. La pietra evoca l’aneddoto del Cennini, che narra come Giotto avesse dipinto il suo primo paesaggio, nella basilica di San Francesco ad Assisi, ricopiando una pietra piuttosto che una montagna.

La rassegna si completa con i video di Pedro Neves Marques e André Romão, preceduti da una fotografia dell’Omphalos di Delfi, che rimanda all’uso greco di interpellare l’oracolo prima di intraprendere un viaggio. Nel video di Neves Marquez, la costa portoghese è ripresa dal mare come approdo e non come punto di partenza, capovolgendo l’immagine tradizionale del paese. Invece nel video di Romão si assiste al viaggio senza meta di un oscuro navigante, metafora del vivere contemporaneo in balia delle correnti e delle tempeste della storia.

 

Marco di Mauro