NUOVE TENDENZE DELL’ ARTE CONTEMPORANEA ALLO STUDIO STARACE

 

Lo Studio Starace di Vico Equense aspira ad imporsi, con eventi validi e qualificati, come polo dell’arte contemporanea nella “terra delle sirene”. Fino al 31 agosto, il locale presenta quattro artisti campani, accomunati dalla ricerca sui materiali e dall’interesse per i linguaggi contemporanei.

Francesco Capasso compone le sue opere con i residui di carta abrasiva, affascinato dalla sua proprietà di conservare l’impronta del colore asportato dagli oggetti. I suoi lavori sono solcati da graffi, crepe, crettature, che comunicano una sensazione di sofferta precarietà. Le carte abrase raccolgono i riverberi di una realtà degradata e confusa: i muri di tufo, gli intonaci grezzi, i campi assolati della Terra di Lavoro, che l’artista tende a ricomporre con estremo lavoro di sintesi.

Domenico Napolitano sceglie la via dell’astrazione e riscopre la forza comunicativa del colore, attraverso le sue vibrazioni, le sue mutazioni di tono e di luce, il suo addensarsi o diradarsi in uno spazio ideale. Con una sensibilità visionaria, un fare istintivo e immediato, l’artista accumula e sedimenta i reperti emotivi che affiorano dall’inconscio. I suoi umori, pulsioni, ansie, trepidazioni precipitano sulla tela, in uno scenario mentale che sottende un sapiente equilibrio compositivo.

Salvatore Starace assume come punto di vista il ponte di Seiano, di cui variamente riproduce, in ognuna delle sue opere, un modulo della ringhiera. Quest’elemento, che assurge a segno iconografico dell’artista vicano, acquista una duplice valenza: da un lato, in quanto ringhiera, indica separazione e rifugio nella propria terra; dall’altro, in quanto ponte, suggerisce un’apertura, una volontà di estendere i propri orizzonti, di affacciarsi sul mondo, di congiungersi con l’altro.

Antonietta Vaia ha abolito la figurazione per esaltare la materia, rivelare la sua forza espressiva ed evocativa. Granelli di sabbia, steli secchi, residui cartacei invadono la tela, amalgamati dai colori acrilici. Sui brandelli di carta si leggono notizie di cronaca, storie personali e collettive che l’artista recepisce, filtra e traduce nella sintesi dell’opera d’arte. Oltre la materia, uno sguardo in cerca del vero. La consunzione, l’usura, i recuperi sono i segni del nostro passaggio, l’attuale che si tramanda.

 

Marco di Mauro