ARTE INFORMALE AL “RAMO D’ORO”

 

Le “pezze” di Francesco Iuliano e i “libri d’arte” di Tonia Copertino saranno in mostra dal primo al 9 giugno al centro culturale “Il Ramo d’Oro”, in via Omodeo 124 a Napoli. “Il Ramo d’Oro” è la casa di un insolito mecenate, Vincenzo Montella, che apre al pubblico le sue stanze per accogliere eventi d’arte, di musica, di teatro, per promuovere la cultura fuori dei circuiti ufficiali, per garantire uno spazio ai giovani talenti italiani e stranieri. Inseguendo il modello britannico della “open house”, Montella riesce a coinvolgere un vasto pubblico di artisti e cultori dell’arte, che ogni mese si danno appuntamento nella sua casa per assistere ad un nuovo evento, ma anche per conoscersi, confrontarsi e commentare insieme le opere esposte. La prossima mostra vede protagonisti due artisti molto diversi, eppure accomunati da una poetica che rasenta l’informale e al contempo lo supera mediante un gesto più meditato e più riflessivo.

Le “pezze” di Francesco Iuliano esprimono, con un codice linguistico essenziale e moderno, sfere di sentimenti che affiorano dalla memoria. Segni bruni, corposi, incisivi graffiano la tela grezza come registrazione di fremiti e pulsioni. Nelle fitte pieghe del supporto si legge il passaggio dell’uomo, l’azione inesorabile del tempo e dell’usura. Le “pezze” sono appese senza telaio e senza cornice, come panni stesi ad asciugare, per creare un’ideale continuità con l’ambiente ed instaurare un dialogo diretto con l’osservatore.

I “libri d’arte” di Tonia Copertino raccolgono, seppure in modo assolutamente personale, l’eredità della scrittura automatica dei surrealisti, che predicavano la libera associazione di parole, oggetti ed immagini, secondo un processo mentale teso a dispiegare l’inconscio. Così Tonia Copertino sovrappone macchie di colore, brani di scrittura, brandelli di carta e pellicole fotografiche, inseguendo un percorso interiore che attraverso il segno aspira a ricomporre il caos, a decifrare gli eventi, a trovare un equilibrio fra le sue pulsioni emotive. “In un mondo fatto di rumori – afferma l’artista – mi è parso naturale rifugiarmi in un involucro-libro e far vivere la parola nel mio mondo pittorico.”

 

Marco di Mauro