JOSEPH BEUYS FA RITORNO A NAPOLI

 

È aperta sino al 24 luglio, nelle sale del Maschio Angioino, la mostra dedicata a Joseph Beuys, protagonista dell’arte concettuale ed esponente di primo piano dell’avanguardia europea. La rassegna presenta oltre settanta disegni, stampe e istallazioni realizzati dal maestro tedesco, che ha esteso il convenzionale concetto di arte ad ogni espressione del pensiero umano e dell’agire sociale. L’esposizione è integrata da una serie di filmati di Mario Franco e Nino Longobardi, che documentano l’attività di Beuys a Napoli, dove ebbe intensi rapporti con il gallerista Lucio Amelio.

Beuys, che ha combattuto al fianco dei nazisti nel corso della seconda guerra mondiale, è l’espressione più radicale dell’intellettuale europeo che cerca di rinascere da un passato ingombrante. E lo fa con i tratti dello sciamanesimo: una sapienza antichissima costruita non sui rapporti di forza tra gli uomini, ma sul rapporto costante e profondo con la natura. Allo sciamanesimo si allaccia la mitologia nordica con le sue oscure valenze, che noi raramente siamo in grado di percepire. Al mondo celtico è ispirato il sigillo della croce, che Beuys adotta, per i molteplici significati cui rimanda, quale suo timbro e cifra estetica. Intorno alla croce, che può diventare l’epicentro magnetico della composizione, il maestro tedesco dirama un arcipelago di segni e parole, registrazione di slanci, pulsioni, momenti di vita. Un’opera sconvolgente, basata appunto sulla registrazione delle proprie emozioni, è il lungo elettrocardiogramma sul quale l’artista ha impresso una sequenza di segni: qui si percepisce l’infinita energia, vitalità, sensibilità di Beuys, la sua fiducia nel pensiero umano quale forza rivoluzionaria. Il pensiero creativo e l’azione sociale sono, per Beuys, intimamente connessi perché l’espressione artistica rifluisce nella vita quotidiana.

Un’opera di forte impatto e di contenuto rivoluzionario, esposta nella sala Carlo V, è “L’altra direzione dell’energia”. L’opera si compone di un segmento di rotaia, segnato al centro della sua superficie da un colpo di martello, per suggerire un cambiamento di direzione dell’energia.

I disegni di Beuys possono lasciare perplessi se osservati singolarmente, ma rivelano la propria forza espressiva se interpretati come partiture di un’unica istallazione, mappe progressive che accolgono segni e parole, frammenti del mondo che l’artista aspira a ricomporre e decifrare con estremo lavoro di sintesi.

 

Marco di Mauro