DELIRIO AL TEATRO FATIMA PER “IL SENSO DI UNA VITA”

 

Delirio di pubblico al teatro Fatima di via Piave per “Il senso di una vita”, spettacolo ideato e diretto da Giuseppe Schiattarella, in arte Joseph Gambler. L’artista partenopeo ha realizzato, con la collaborazione di quattordici professionisti, una performance sinestetica all’insegna della creatività e dell’improvvisazione, in grado di distogliere il pubblico dalla finale del Festival di Sanremo. Nella filosofia di Gambler, i vari codici espressivi, dalla poesia alla musica, dalla pittura al video, possono combinarsi e interagire in una miscela assoluta. Lo show di sabato sera, sul gremito palco del teatro di Soccavo, ne è la prova concreta e irrefutabile. Le leggiadre movenze di Luana Carandente e Paola Parisi hanno accompagnato le musiche della Colours Band e la calda voce di Gambler, mentre la proiezione del video di Nicola Guarino, con i suoi colori cangianti, suggeriva uno scenario astratto e mutevole.

Dispiegando il suo talento versatile ed eclettico, l’estroso Gambler ha alternato e combinato vari generi musicali, dal rock al blues, dall’afro al pop, dal jazz al flamenco. Non è mancato un omaggio al compianto Renato Carosone, cui l’artista ha dedicato un brano ironico in lingua napoletana, che imposta cadenze mediorientali su un fondo melodico. Uno dei momenti salienti dello show è stato quello in cui Gambler ha ritratto una ballerina di flamenco, Elkier Francobono, mentre danzava sulle sue note. Con la linea plastica e nervosa che distingue il suo disegno, l’artista è riuscito ad esprimere la grazia, il fascino, la leggerezza della giovane ballerina.

“A me interessa la ricerca del momento assoluto e irripetibile dell’arte, – osserva Gambler – che si definisce sotto gli occhi del pubblico. Abbiamo perso il gusto di assistere al farsi dell’opera, al passaggio immediato dall’emozione alla sua traduzione in arte. Attraverso la manipolazione digitale, spesso praticata in modo invasivo, si è persa la concezione dell’arte come gesto assoluto, istintivo e immediato.”

 

Marco di Mauro