EROTISMO E SENSUALITÀ NELLE INCISIONI DI HACKER

 

Il protagonista del Diario di un vecchio pazzo, indimenticabile romanzo di Tanizake, faceva incidere sulla sua tomba l’impronta dei piedi dell’amata Satsuko: due litografie ad inchiostro rosso che imitavano, con gesto sacrilego, le tradizionali impronte di Buddha. Il sensuale ricordo dei piedi di Satsuko rivive oggi, al Museo Minimo di Napoli, nelle pregevoli incisioni di Karl Friedrich Hacker. L’artista tedesco, presentato da Giancarlo Da Lio, utilizza una tecnica incisoria moderna, la lineolumgrafia, che però sa di antico e richiama la tradizione xilografica tedesca da Dürer fino a Kirchner. La sensualità delle composizioni di Hacker, fatte di contorni marcati e accese campiture di colore, è esaltata da un disegno agile, nervoso, a tratti espressionistico. Vi sono rappresentati scenari caldi, assolati, i sogni d’evasione dell’artista nordico, che, spinto dalle note del suo sax, fa viaggiare la fantasia lungo i lidi del Mediterraneo. In questi scenari ambienta leggiadre figure femminili, dai morbidi lineamenti che trasudano carnalità ed erotismo, senza mai scadere in quella volgarità che oggi invade i mezzi di comunicazione.

Karl Friedrich Hacker, fondatore delle edizioni Bauwagen, ha viaggiato dal 1984 al ’90 dalla Germania fino alla Spagna con un furgone che usava come laboratorio d’incisione e galleria mobile. Nel 1997 è entrato nel network internazionale della mail-art e l’anno seguente ha iniziato la pubblicazione di libri in assemblaggio con opere di mail-art e poesia sperimentale. Nella sua multiforme attività si percepisce una strenua difesa della manualità, del saper essere artista che non prescinde dal saper fare. E qui entrano in gioco le competenze specifiche: le conoscenze tecniche, la teoria e la pratica dell’artigiano.

 

Marco di Mauro