LA NEGAZIONE DEL CORPO E’ DI SCENA ALL’MH HOTEL

 

Si intitola “Life” la mostra d’arte contemporanea che sarà inaugurata il 6 febbraio, nella raffinata cornice dell’MH Design Hotel di Napoli. La mostra, che costituisce il primo appuntamento della rassegna “The Common Substance of the Arts”, ispirata da un’intuizione del filosofo John Dewey, mette a confronto due artisti napoletani: Salvatore Vita e Prisco De Vivo.

Salvatore Vita presenta una delle opere più significative della sua ultima produzione: una vetusta sedia di legno, sulla quale ha sedimentato una congerie di collane, amuleti, cordami, tracce del proprio vissuto che diventano portatori di significato, diario intimo e personale di un artista-sciamano che vuole permeare il mistero del reale. Gli oggetti, desunti da una quotidianità dimessa e anonima, subiscono una rilettura mentale che permette di dissolvere la fisicità in una superiore comprensione intellettuale. La stessa sedia, che costituisce il supporto dell’installazione, non è soltanto un oggetto fisico, ma una metafora del pensiero, così intensa e pregnante da evocare la presenza invisibile dell’artista.

Prisco De Vivo adotta un linguaggio espressionista, basato sulla liquidità del segno e della materia cromatica, per delineare i corpi in dissolvenza delle sue modelle. Alla sintetica definizione delle figure si contrappone l’espressività degli occhi, animati da uno sguardo centripeto che volge dentro di sé, all’analisi freudiana dell’inconscio, piuttosto che all’osservazione del mondo esterno. I valori tonali spinti all’eccesso, la forza drammatica delle pennellate, le ombre livide che segnano i volti contribuiscono, sostanzialmente, a delineare il ritratto di un’umanità sofferta che ha bisogno di evadere da se stessa per ritrovare la propria identità.

Ad accomunare i due artisti è, dunque, la negazione del corpo, della fisicità, sentita come un ostacolo alla piena espressione dell’io, all’appagamento di un bisogno interiore di spiritualità e di purezza che nella società contemporanea non trova altro canale d’espressione che l’arte.

 

Marco di Mauro