IL GIUDIZIO UNIVERSALE DI LE DUC AL MUSEO ARCHEOLOGICO

 

È stata inaugurata, nella Sala della Meridiana al Museo Archeologico, la suggestiva installazione di Pierre-Yves Le Duc, che propone una personale interpretazione del Giudizio universale. L’artista francese, già noto al pubblico partenopeo per le sue installazioni in Piazza del Plebiscito (1995) e nell’Ospedale della Pace (1998), rilancia la destinazione astronomica dell’ambiente per costruire una metafora del cosmo. L’antica meridiana, incisa nel pavimento della sala, assurge ad emblema di un ciclo esistenziale, che sarà concluso dal Giudizio finale. I due estremi della meridiana sono segnati dalla statua bronzea di Cristo e da cento pannelli di carta, con esili figure ad inchiostro di china. I pannelli presentano, in un groviglio di segni protozoici, la moltitudine indistinta delle anime, fragili ed evanescenti come esseri primordiali. Viceversa il Cristo è solido, plastico, ma il suo peso è annullato dalla potenziale rotazione del corpo, sospeso ad un cavo d’acciaio. La statua di Atlante, che incede lungo la meridiana, reggendo il globo sulle sue spalle, suggerisce il cammino dell’umanità verso una meta inesorabile, già fissata nelle pagine del destino. L’ambiente è completamente brunito dai fogli di acetato che rivestono le finestre, creando un’atmosfera mistica, sacrale, contemplativa. Un fascio di luce proiettato dall’alto avrebbe completato l’installazione di Le Duc, stampando i suoi raggi sulla meridiana e suggerendo la presenza di una volta celeste, contrapposta alla terra. La mancata realizzazione del riflettore ha privato l’opera di un elemento fondamentale, che avrebbe reso più immediata la lettura dell’insieme.

“Il Giudizio universale di Le Duc – osserva il critico James Putnam – costruisce uno spazio riflessivo di transizione all’interno del dominio filosofico del museo e ci consente di contemplare la nostra risposta a questo tema, oltre il suo contesto puramente religioso.”

L’installazione dell’artista francese, a cura dell’associazione culturale Locus Solus, sarà aperta al pubblico fino al 14 marzo 2004.

 

Marco di Mauro