LE OPERE DI LINA MANGIACAPRE APPRODANO SULL’ISOLA AZZURRA

 

S’intitola “Dipingere la poesia” la mostra di Lina Mangiacapre, in arte Màlina, che sarà allestita nel Palazzo dei Congressi di Capri dal 18 al 28 settembre. L’inedita rassegna, promossa dall’associazione “Le Tre Ghinee / Nemesiache”, presenta la produzione più intima dell’artista scomparsa, che si è cimentata con disinvoltura nei più vari linguaggi espressivi, dalla pittura alle lettere, dalla fotografia al video. Dall’estrosa contaminazione dei linguaggi traeva alimento il suo impulso sperimentatore, la sua inesausta creatività, la sua smania di ricerca.

Chi ha avuto il piacere di conoscere Lina, la ricorda sfilare nei cortei femministi con abiti irriverenti e cappello a cilindro, una forma creativa per ribellarsi ai ruoli socialmente imposti. Il fil rouge che attraversa la sua multiforme attività è uno spirito ribelle, idealista, ironico, passionale, che aspira ad affermare la sensibilità femminile come motore di trasformazione sociale e culturale. La mostra vuole porre l’accento sulle opere pittoriche, dalle quali inizia il suo percorso di ricerca nelle pieghe dell’inconscio e nelle relazioni uomo-donna. La pittura di Lina è vitale, vibrante e libera, come il suo temperamento, è la pittura di una donna solare che esplode in pennellate impulsive dall’acceso cromatismo, in un groviglio di forme che riflette l’urgenza di un’emozione che non lascia tempo per mediare. Il colore che stende sulla tela è pura passione, è l’irruzione dell’inconscio, è un fiume in piena che ha superato gli argini. Di singolare fascino è la serie dei ritratti, realizzati nel 1999-2000, in cui sperimenta nuove tecniche e materiali. Lina focalizza la sua attenzione sugli occhi, specchio dell’anima, resi con una vena espressionista ed una sottile tensione drammatica.

L’emancipazione dalle regole percettive, dalle norme compositive, dalla costruzione naturalistica dell’immagine e dello spazio esprime la genuinità delle pulsioni, dotate di una forza indomabile ed irrazionale che tutto travolge, la ragione, l’intelletto, il conformismo.

 

Marco di Mauro