ARTISTI DAGLI OCCHI A MANDORLA AL RAMO D’ORO

 

L’Estremo Oriente va in scena al “Ramo d’Oro”, il centro culturale di via Omodeo, con la mostra di Setyo Mardyiantoro e Liu Wei. Un intrigante gemellaggio fra un artista indonesiano, che dispiega sul batik la sua nostalgia per una natura libera e rigogliosa, ed un artista cinese, che ricorre alla pellicola per rappresentare quel coacervo di tradizione e innovazione che è la Cina contemporanea.

Setyo, migrato a Napoli dall’isola di Giava, si serve sapientemente del colore per reinventare le forme della natura, fino ai limiti dell’astrazione. La volontà di uscire dal proprio ambito tradizionale e di assumere, almeno in parte, la cultura del paese in cui vive, si traduce nei volti angelici di donne europee che emergono dalla vegetazione esotica. Con un respiro lirico, un gusto sottile per l’ornato, una sensibilità onirica e surreale, Setyo dirama sulla tela segni leggeri e luminosi, che inseguono le forme della natura. Il recupero della tradizione giavanese riflette l’estremo disagio dell’artista orientale che, incapace di integrarsi in una metropoli violenta e caotica come Napoli, si rifugia idealmente nella sua terra. Nei momenti più cupi, il suo disagio si traduce nell’accumulo ossessivo di fregi floreali, che invadono la scena fino a coprire il disegno. Non giova cercare metafore nell’arte di Setyo, conviene piuttosto resuscitare lo spirito dell’infanzia, liberarsi dalle angosce e vivere, attraverso i suoi colori, l’incanto della natura indonesiana.

Un senso tragico della vita trapela invece dalle fotografie e dai video di Liu Wei, che vive ed opera alla periferia di Pechino. Le fotografie presentano delle ridenti marionette, che interagiscono come personaggi reali sullo sfondo della Città Proibita. “Non sono gli attori di uno spettacolo o di una storia antica, – spiega l’artista – ma rappresentano il destino manipolato degli esseri umani. Le marionette riflettono come specchi l’apatia e le menzogne dell’umanità, scenari intricati che racchiudono un oscuro disegno del fato.” Anche nei video, Liu ricorre all’uso di marionette per illustrare la moderna storia cinese, dall’ascesa di Mao alla caduta del comunismo, lasciando un senso di angoscia per un futuro critico e incerto.

 

Marco di Mauro