LA NUOVA CINA È IN MOSTRA DA “CHANGING ROLE”

 

Sono gli ultimi giorni per visitare la mostra dei Luo Brothers, dal titolo “World Famous Brand”, allestita nella galleria Changing Role di Napoli. I Luo Brothers sono tre fratelli che vengono dalla regione di Guangxi, nel sud della Cina, e lavorano insieme dal 1986. Wei Dong, Wei Bing e Wein Guo – questi i loro nomi – rielaborano in chiave pop i simboli della cultura cinese, su pannelli dipinti a lacca o ad acquerello. In primo piano sono i volti paffuti e gaudenti dei bambini cinesi, sommersi da lingotti d’oro, monete e dragoni, simboli tradizionali della prosperità. Accanto a questi compaiono nuovi simboli di benessere, importati dall’Occidente ed integrati disinvoltamente nell’immaginario cinese: sono la coca-cola, i cellulari, gli hamburger, le automobili... Simboli di una cultura straniera che è stata recepita passivamente e solo nei suoi aspetti più deleteri, superficiali, consumistici. Sul fondo vi sono i palazzi della Città Proibita, le immagini di Mao Tse-Tung che saluta la folla o dei soldati che brandiscono il libretto rosso. Sono testimonianze di un passato illustre, che la violenta globalizzazione ha svuotato di significato, riducendole ad attrazioni per i turisti o cimeli da mercato antiquariale.

I Luo Brothers incentrano la propria indagine sul dissidio tra modernità e tradizione, creatività e ufficialità, che fa della Cina attuale uno dei luoghi più controversi del mondo. L’innesto dei prodotti occidentali, lungi dal suscitare una riflessione sulla cultura che li ha ispirati, sulla tutela dei lavoratori, sull’evoluzione dei bisogni, genera solo un conflitto insanabile.

Nella sala inferiore della galleria è esposto l’autoritratto in biscuit di Riccardo Albanese, che deroga dai canoni classici per un’accentuazione espressionistica che fa vibrare le superfici. Nelle contrazioni dei muscoli, nei pugni chiusi, negli occhi trepidi, possiamo cogliere i riverberi fugaci di uno spirito inquieto. Lo spirito di un giovane artista che opera all’ombra del Vesuvio, in un ambiente degradato eppure ricco di stimoli.

 

Marco di Mauro