GLI “ORIZZONTI ASTRATTI” DI MARIA ANNA BARRETTA

 

S’intitola “Orizzonti astratti” la personale di Maria Anna Barretta, che sarà inaugurata martedì 17 ottobre al Museo Minimo di Napoli. L’artista napoletana, classe 1979, presenta dieci dipinti in tecnica mista su tavola ed una suggestiva installazione in legno, spugna, alluminio e smalti.

Maria Anna Barretta è approdata all’astrazione attraverso una ricerca interiore, che la induce a disciogliere nello smalto liquido le figure appena dipinte, nel tentativo estremo di scavare oltre le immagini, fino a coglierne lo spirito. La sua tavola diventa lo spazio di una proiezione psicologica, riflesso di uno spirito insicuro e contemplativo, che ricerca il dialogo con l’assoluto per evadere dalla condizione immanente. L’artista dapprima ricostruisce le immagini del suo passato e poi le rimuove, consapevole che il suo presente è altro, i legami con il passato sono stati bruscamente recisi, un avvenire luminoso e sereno si profila all’orizzonte. I volti, gli oggetti, i luoghi sedimentati nella sua memoria non hanno più valore, ma nel suo inconscio resta un filo rosso che congiunge il passato, il presente e il futuro in una dimensione unica: la dimensione assoluta dello spirito, dell’Essere che presiede alle manifestazioni effimere del mondo fenomenico.

La pittura di Maria Anna Barretta si caratterizza per i riflessi metallici su fondo blu oltremare o rosso carminio. Le lingue d’argento che fluttuano sulla superficie pittorica nascono dallo scioglimento delle figure che l’artista ha voluto rimuovere dallo spazio fisico/ideale della tavola, sincera proiezione degli umori e delle ansie che affollano la sua mente.

Il suo percorso interiore prende forma nell’installazione “Scissione/fusione”, intorno alla quale ruota l’allestimento della mostra. L’installazione si compone di un cilindro segato a metà e di una tavola in cui può leggersi la medesima frattura, ormai ricomposta con una lingua di smalto rosso. La scissione è quella che separa l’artista dal suo passato, le cui macerie sono raccolte e fissate con spilli in un lembo segreto del cilindro. La fusione allude al rapporto d’amore, coronato dal recente matrimonio, che proietta l’artista verso nuovi orizzonti. Il titolo “Scissione/fusione” è tratto dal vocabolario della fisica nucleare, per alludere all’energia lungamente repressa e finalmente liberata.

L’evento è stato reso possibile dal generoso contributo di due studi medici: lo studio dentistico del dr. Gaetano Marzano (Napoli), e lo studio oculistico del dr. Alessandro Senese (Sparanise, Vairano Scalo, Melito di Napoli).

 

Marco di Mauro