ELOGIO DELL’UMANA IMPERFEZIONE

 

Nemmeno le macchine sono perfette. È quanto afferma Michele Bazzana, trentenne artista friulano, nella sua personale alla galleria SpazioA di Pistoia, presente in questi giorni anche alla fiera MIART di Milano. Bazzana, che utilizza gli strumenti del ferramenta piuttosto che le matite e i pennelli, mette in discussione la fiducia che l’uomo contemporaneo ha riposto nelle macchine, ritenute perfette e infallibili. Ed ecco allora che le ruote imbrigliate di un autocarro, o la carrozzeria di un’automobile accartocciata da un incidente si elevano, liricamente, a testimonianza della natura fallace dei nostri prodotti, anche i più sofisticati. Ma la scoperta dell’errore non è motivo d’angoscia per l’artista, che anzi celebra l’umana imperfezione in quanto garanzia di libertà: la possibilità di errare lascia spazio alla fantasia, alla creatività, al dubbio esistenziale, che non sarebbe concepibile in una macchina perfetta.

Questa riflessione spiana la strada alla creazione di macchine inutili, come l’ironica installazione neo-dada che irrompe all’ingresso della galleria, memore degli assemblaggi meccanici di Francis Picabia. Il grottesco macchinario costruito da Bazzana serve ad azionare un piumino colorato che spolvera nel vuoto, col supporto di un faro alogeno che illumina i granelli di polvere da catturare. L’improbabile realizzazione pratica è un invito ad “umanizzare” le macchine, piuttosto che lasciarsi “meccanizzare” da esse, degradando noi stessi ad anelli di una catena di montaggio.

Il trionfo della fantasia sulla macchina è finalmente espresso in Speedline, fotografia di un uomo sospeso nell’aria, trascinato dalla sua motocicletta lungo una linea retta, potenzialmente infinita. Intorno all’uomo c’è il nulla, o meglio un vuoto da riempire con la propria fantasia, che può liberamente spaziare nelle profondità del bianco abbacinante. A Speedline si collega il titolo stesso della mostra, Overdrive, dal nome di un sistema di trasmissione del cambio, che conferisce al veicolo un’andatura costante. Ma sarà davvero costante, o la congenita imperfezione delle macchine umane imporrà un arresto sulla via di Pistoia?

 

Marco di Mauro