DUE LIBRI PER CELEBRARE IL 4° CENTENARIO DI DON CHISCIOTTE

 

Nel 1605 iniziava la pubblicazione di “El Quijote de la Mancha” di Miguel de Cervantes y Saavedra, uno dei capolavori della letteratura occidentale. Per celebrare il quarto centenario del “Don Chisciotte”, Editalia ha pubblicato due opere da collezione: una raffinata edizione del romanzo, nella classica traduzione di Alfredo Giannini, corredato da centocinquanta acquerelli di Mimmo Paladino; ed un prezioso libro d’artista dedicato all’eroe hidalgo, che abbina i versi del poeta Giuseppe Conte a trenta acquerelli di Mimmo Paladino. In questi acquerelli, resi con esecuzione delicata e leggera, s’insinua una vena ludica, frizzante, burlesca, che distorce i lineamenti ed anima le figure di una giocosa vitalità. L’artista di Paduli non illustra il racconto, ma offre un percorso inedito nell’immaginario di Don Chisciotte, esaltando l’eterna attualità di un eroe che, mentre conduce fantastiche battaglie contro i mulini a vento, manifesta un infinito bisogno d’amore e di comprensione. La dimensione della sua fragilità è data dal rapporto con Sancio Panza, suo fedele amico, con il quale condivide il dramma di una vita errante.

Mimmo Paladino, nella sua rappresentazione di Don Chisciotte, adotta il consueto vocabolario di segni elementari, ora arcaici, ora infantili, che acquistano simultaneamente una potente carica espressiva. Questo linguaggio, che evoca il mito e insieme lo capovolge con dissacrante ironia, annulla la dimensione temporale e ricongiunge il passato al presente sul fil rouge di un percorso interiore. L’artista di Paduli coglie l’aspetto più innovativo del romanzo di Cervantes, cioè la capacità di calare nel quotidiano gli ideali eroici della cavalleria, e presenta Don Chisciotte come un personaggio pittoresco dalle mille sfumature: spensierato vagabondo, eroico caballero, uomo afflitto dal dolore, moderno Ulisse che insegue “virtute e canoscenza”.

Una selezione degli acquerelli di Mimmo Paladino è esposta a Napoli, fino al 5 febbraio, nelle nuove sale del Museo di Capodimonte.

 

Marco di Mauro