CRESCE IL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI MORCONE

 

Nelle fertili vallate del Sannio, più che altrove, il rapporto uomo-ambiente si è espresso con caratteri di eccezionale rarità e bellezza. Questo microcosmo variegato di ambiti naturali e antropici fa da sfondo all’abitato di Morcone, che si adagia sul pendio del monte Mucre. Un intrico di vie, vicoli e gradoni attraversa il borgo, tra balconi fioriti e muri di pietra calcarea, fino alla sommità del monte, dove si ergono maestose le rovine del castello. Gravemente ferita dal terremoto del 1980, Morcone ha recuperato a nuova vita, pietra dopo pietra, ogni angolo dell’abitato. Non una colata di cemento e alluminio anodizzato, com’è avvenuto in altre località del Sannio e dell’Irpinia, ma una certosina opera di recupero avviata subito dopo il sisma con il concorso dei cittadini.

Ultimo tassello di questo lento, amorevole recupero è costituito dall’apertura del Museo d’Arte Contemporanea, insediato nella seicentesca casa Sannia, insieme all’archivio storico ed alla biblioteca comunale. La collezione, costituita mediante le donazioni degli autori, aspira a rappresentare sia gli artisti locali, sia i protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Tra gli artisti locali sono presenti Salvatore Cipolletti, Guido Di Fiore, Gianni Gentile, Anna Lombardi, Pierluigi Mastrobuoni, Giuseppe Parcesepe, Ernesto Pengue, Giovanni Polzella e Alfonso Santucci.

Le sale nazionali offrono un quadro essenziale delle tendenze, astratte e figurative, geometriche e informali, che hanno percorso l’Italia negli ultimi decenni. Si segnalano le opere di Renato Barisani, Gianni De Tora e Carmine Di Ruggiero, che presero parte, negli anni Settanta, al gruppo “Geometria e ricerca”. Ai “cunei” del maestro Di Ruggiero si riallaccia l’opera attuale di Roberto Sanchez, che muove dall’immaginario geometrico per intraprendere nuove strade, in bilico tra l’esigenza di razionalità e la volontà di esprimere i propri umori.

La collezione annovera anche un gessetto di Lydia Cottone, che ha legato il suo nome al monumento a Salvo D’Acquisto, a Napoli, ed un inchiostro di Luigi Mazzella, autore di superbe sculture che furono allestite nel bosco di Capodimonte e nei giardini di Palazzo Reale.

Ultima acquisizione del museo è un’opera dell’artista napoletana Maria Pia Daidone, in tecnica mista su legno, tratta dalla serie “Sagome”. E’ una figura enigmatica, in cui la sacralità del volto, che si offre in silenzio come un’icona, è accentuata da segni, notazioni e simboli che graffiano la campitura nera.

Accanto alle opere d’arte contemporanea, quasi a testimoniare la continuità col passato, è stata allestita una sezione archeologica, con reperti dall’età sannitica fino alla caduta dell’impero romano. Vanto della raccolta è una statua muliebre acefala con drappeggio in marmo, di provenienza locale. “E per finire, – rileva la direttrice del museo, Anna Aucone – vale la pena di ammirare gli ambienti restaurati di Casa Sannia, come la vasta cucina, con i forni, le fornacelle, le terrecotte, i recipienti di vimini e l’immensa cappa di pietra. Il fascino di questi luoghi richiama la storia e le tradizioni della nostra terra.”

Nel mese di agosto sarà pubblicato, grazie ai finanziamenti della Regione Campania, il catalogo del museo, con testo di Giorgio Segato e contributo critico di Maurizio Vitiello.

 

Marco di Mauro