NAPOLI RENDE OMAGGIO ALLA MEMORIA DI NERUDA

 

Correva l’anno 1952 quando Pablo Neruda, esule dal Cile, raggiunse Napoli e da qui Capri, dove alloggiò per sei mesi. L’amata Matilde Urrutia, compagna di avventure artistiche ed esistenziali, condivise con il poeta l’esilio dorato sull’isola azzurra. Fu un soggiorno intenso e fecondo, seppure reso amaro dalla nostalgia per la sua terra, oppressa dalla dittatura del generale Ibàñez, e dalla morte di un figlio mai nato. Furono i mesi in cui scrisse il primo libro delle Odi elementari, che costituisce una svolta nella sua poetica, e l’opera sua più controversa, Los versos del Capitan, dedicato a Matilde e pubblicato in anonimo per non ferire la sua moglie legittima.

A mezzo secolo da quel soggiorno, immortalato dal romanzo di Antonio Skarmeta Il postino e dall’omonimo film diretto e interpretato da Massimo Troisi, Napoli rende omaggio al cantore della libertà attraverso una lapide nel Parco Virgiliano e la riedizione di Los versos del Capitan. L’evento è stato promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, dalla Regione Campania e dall’Ambasciata cilena in Italia, al fine di rinnovare il legame a doppio filo che unisce il golfo di Napoli alla vita di Neruda. Come ha dichiarato il sindaco Iervolino, “vogliamo che la sua terra di esilio diventi terra di amore, che i giovani napoletani imparino a conoscere e ad amare il poeta come lui amò Napoli, che i suoi ideali di pace, di giustizia, di libertà restino vivi nella società moderna.” La lapide è stata posta sul costone meridionale del parco, laddove Napoli si apre alla vista del golfo, “perché Neruda – ha ricordato l’ambasciatore cileno Josè Goni – è a Napoli, ma volge il suo sguardo su Capri.”

A Castel dell’Ovo, altro luogo suggestivamente incastonato nel golfo di Napoli che tanto fu caro all’esule cileno, è stata presentata la riedizione di Los Versos del Capitán, in cui affiorano impetuose le passioni civili e l’amore per Matilde. La prima pubblicazione fu stampata a Napoli da L’Arte Tipografica in quarantaquattro esemplari “numerati, sottoscritti e dedicati” per amici quali Elsa Morante, Vasco Pratolini, Carlo Levi e Renato Guttuso. La stessa tipografia, che conserva le antiche macchine, ha curato la riedizione con metodi artigianali.

Sull’iniziativa non poteva mancare il patrocinio del governo cileno, un governo quanto meno ambiguo, che da un lato celebra Neruda e dall’altro assiste con cinica neutralità alla liberazione di Pinochet per “demenza senile”. Le sue milizie volsero l’estremo oltraggio al feretro del poeta, che fu lordato e allagato suscitando lo sdegno del mondo intero. Sulla vicenda giudiziaria che vede imputato l’ex dittatore per crimini contro l’umanità, il presidente cileno Ricardo Lagos è stato chiaro fin dalla sua elezione: “Abbiamo il dovere di difendere il bene comune – asseriva l’11 marzo 2000 – che significa salvaguardare l’unità e la riconciliazione.”

 

Marco di Mauro