IN MOSTRA A MILANO LE MAGICHE SCULTURE DI NICOLA BOLLA

 

Il suo nome ha già varcato l’oceano due volte, per approdare alle gallerie White Column e Nhora Haime di New York. Oggi Nicola Bolla, quarantaduenne artista torinese, presenta una serrata selezione di sculture e dipinti alla galleria Corsoveneziaotto di Milano. Le sue rilucenti sculture in cristallo swaroski comunicano un senso di vuoto, sono corpi senza peso e senza anima, effimeri come un gioco di luci ed ombre. La materia stessa imita la foggia delle gemme preziose, ma non è che un’umile miscela di silicati, fusi e sapientemente tagliati dai mastri vetrai. Le sculture di Nicola Bolla ammaliano l’osservatore come gioielli, e al contempo suscitano un senso di malinconia perché sono fragili come petali al vento, di una bellezza precaria e sfuggente. Acuto interprete della società contemporanea, Nicola ha incentrato la sua ricerca sul tema dell’effimero e dell’apparire, sul fascino artificiale delle immagini mediatiche che tendono a prevaricare gli oggetti reali. L’artista torinese non si colloca al di sopra, ma all’interno della società che interpreta: egli stesso è un individuo-consumatore, che vede svanire la realtà delle cose in un mondo artificiale, abitato da fantasmi seducenti e ombre inaccessibili. Entrambi non hanno valore né significato, ma solo apparenza: ciò che meglio appare sarà riscattato dal suo destino banale nella forma astratta della comunicazione.

Nicola Bolla imposta una riflessione, non senza ironia, sul cammino della cultura occidentale, teso ad esaltare la facoltà visiva fino a risolvere l’essere nell’immagine. Quello che Parmenide definisce “apparire, cioè l’esistere privo di essere, la mera contingenza è oggi l’orizzonte totalitario del nostro operare, orientato in forma esclusiva verso scopi pragmatici.

Tra le opere esposte, compaiono uno scheletro umano ed una pantera nera a dimensione naturale, completamente rivestiti di swaroski. Le sculture entrano in relazione con i grandi dipinti, realizzati con pigmenti puri e glitter, dove fondi lilla, rosa o gialli accolgono figure immaginarie e stranianti come l’equilibrista, il mago, il domatore.

 

Marco di Mauro